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IL DISAPPUNTO. Le nuove rubriche di "S"

Corsie


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Finocchietto riccio ed alici stanno cucinando in padella. Occorre apparecchiare la tavola, alla luce, sotto la finestra. Una candida tovaglia di tela grezza di lino tessuto dalle nostre nonne siciliane. L’insalata e la frutta ma anche una caraffa di acqua fresca. Per il vino la Sicilia ci offre tante opportunità di grande qualità, dai bianchi di Trapani ai rossi dell’Etna. Ho subito tentativi di estorsioni fin dal lontano 1982 ed ho sempre denunciato, ma questi fatti sono rimasti una cosa privata tra me e i probabili, a volte ignoti, estortori, le forze dell’ordine, la magistratura. A volte un breve articolo su un quotidiano locale. Nel mese di agosto dell’anno 2007 ben quattro attentati, in quattro giorni consecutivi, le sere del 27, 28, 29 e 31 tre escavatori sono andati in fumo e su uno c’è stato un tentativo di incendio. Il fatto ha raggiunto un’eco transazionale, da tutta Italia e da tutta Europa si sono interessati al caso.

Mi trovo da oltre 30 minuti in fila in autostrada, forse dei lavori in corso, forse un incidente. Sul sedile del passeggero avevo con me un pacchetto di grissini, grissini di grano duro con il sesamo, ho cominciato a sgranocchiarli con un certo gusto. Sotto un sole cocente la fila si muove lentamente, con continui stop and go. Alcuni impazienti tamburellano con le dita sul volante, altri leggono il giornale, altri ascoltano la radio, con i finestrini aperti, a tutto volume. Una signora ha aperto la borsa, una capiente borsa da donna manager, ha tirato fuori un grosso libro e poggiandolo sul volante a fare da leggio, ha cominciato a leggere. Sul suo viso un chiaro segno di disappunto per il contrattempo, per il tempo perso, ma con pazienza, con rispetto, come molti altri, seguiva la fila. Sulla corsia di destra, sulla corsia di emergenza, sfrecciavano macchine guidate dalle persone più disparate, ragazzi, ragazze, donne mature, persone anziane, professionisti e manager. Tutti assillati dallo stesso problema, il tempo, l’appuntamento, la fretta. Ad un certo punto anche la corsia di emergenza si è intasata, anche nella corsia di emergenza il traffico si è bloccato, seguiva l’andare avanti delle altre corsie, il tempo, l’appuntamento, la fretta sono stati necessariamente messi da parte. Tra gli automobilisti che disciplinatamente avevano rispettato le fila del normale, molto rallentato avanzare, c’era uno scambio di sguardi, solo quello. In lontananza, dalla coda del traffico, avanza con difficoltà, cercando di farsi strada con la sirena, un’ambulanza, chiamata ad intervenire per un problema urgente. Un problema di vita, ma anch’essa rimasta bloccata nel lungo ingorgo, nella lunga fila, bloccata dalla tracotanza di tutti quegli automobilisti che non avevano rispettato la corsia di emergenza, che avevano anteposto il loro personale egoismo al rispetto di una elementare regola di convivenza civile, di rispetto, di educazione, ma soprattutto di sicurezza. Il suono lacerante della sirena man mano si affievoliva, divenne rauco fino a spegnersi. Forse più avanti, a causa del comportamento di un gruppo di persone, che definire sconsiderati mi appare riduttivo, forse un uomo stava perdendo la vita. I grissini mi sono andati di traverso, sono rimasti, abbandonati sul sedile, ho perso il gusto di mangiarli.