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Segretario regionale: i primi dati

Congresso Pd, Lupo avanti
Bersani: non siamo stampella


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bernardo mattarella, bersani, franceschini, giuseppe lupo, pd, Politica
A un decimo del percorso, Giuseppe Lupo è nettamente in testa nelle consultazioni nei circoli per l'elezione del segretario regionale del Partito democratico e Dario Franceschini supera di misura Pierluigi Bersani. I numeri passano per le mani dei giornalisti mentre si attende l'arrivo di Pierluigi Bersani che arriva in Sicilia a spingere la sua mozione congressuale e a dare una mano al suo candidato Bernardo Mattarella. Secondo i primi dati non ufficiali, avrebbero votato fin qui 5.000 dei 7.5000 chiamati a esprimersi nei cirocli. Gli aventi diritto al voto nell'Isola sono 63 mila. La mozione Franceschini raccoglierebbe fin qui il 52,6 per cento contro il 46,5 della mozione Bersani e il 3 di quella di Ignazio Marino. Lupo, candidato collegato alla mozione Franceschini, ha raccolto poco più del 50 per cento dei consensi, Bernardo Mattarella, candidato della mozione Bersani, è vicino al 39, mentre Beppe Lumia si attesta intorno al 10 per cento. Fermo all'1 per cento Giuseppe Messina, candidato della mozione Marino.

Siamo ancora all'inizio ma il tren incoraggia molto Mattarella e i suoi. Che però invitano a pazientare fino alle primarie. Qualcuno sottovoce aggiunge: speriamo che lì vadano a votare solo i nostri. C'è chi maligna infatti che a dare una mano a Beppe Lumia potrebbero arrivare voti di marca Mpa, il moviemnto di Lombardo con cui l'ex Presidente dell'Antimafia non fa segreto di voler dialogare. Veleni da sfida congressuale a parte, la battaglia per la segreteria sembra ancora molto aperta e i primi risultati non sono avari di sorprese. In pochi forse avrebbero scommesso su dati tanto lusinghieri per Mattarella, che è sì l'uomo di Bersani, ma senza il sostegno della gran parte dei "bersaniani" di Sicilia, che si sono spostati sul "ribelle" Lumia. Con Mattarella stanno i "bindiani" Fazio e Burtone, il vicesegretario regionale Tonino Russo e il leader maximo del Pd ennese Wladimiro Crisafulli.

Oggi, accanto a Bersani, Mattarella non ha risparmiato un paio di stoccate ai suoi avversari, precisando che il Pd deve essere distinto e autonomi rispetto al sindacato (messaggio all'ex segretario cislino Lupo) e rispetto a Sicindustria (siluro a Lumia considerato dall'Udc il referente politico dell'assessore all'Industria Venturi). Mattarella dice no a ipotesi inciuciste ("Al governo si entra dalla porta principale e non dal buco della serratura") e ad alleanze strane, come quella di Termini Imerese: "Non è possibile che esponenti del Pd collaborino in giunta con esponenti del governo Berlusconi, e in particolare con quel Gianfranco Miccichè che ci ha regalato il sindaco di Palermo Cammarata". E sempre in tema di alleanze, il figlio di Piersanti pone la "pregiudiziale sulla questione antimafia", che, spiega, "ci impedisce di potere ipotizzare alleanze con chi su questo fronte non ha le carte in regola".

Bersani è in sintonia con lui. Niente sostegni al "centrodestra che vive uno stato di confusione micidiale, siamo un partito non una stampella".