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Il sindaco in un'altra nota si dissocia da Alioto

Diego, parte seconda:
"Tutta colpa dello skipper"


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"Non intendo consentire a nessuno di utilizzare il mio nome e la carica istituzionale che ricopro per difendere comportamenti illegittimi di alcun genere. Il signor Alioto, al quale ho affidato la cura della barca - e cioè la verifica periodica delle sue condizioni e la pulizia - doveva svolgere le proprie mansioni (frutto di una collaborazione non continuativa, che veniva peraltro regolarmente compensata come dimostrano i pagamenti tramite assegno delle prestazioni ricevute) ovviamente al di fuori del proprio orario di lavoro". E' la seconda nota diramata dal sindaco di Palermo, Diego Cammarata, in giornata.

Si legge: "Nell’intera estate ho utilizzato la barca - continua la nota - di cui i miei figli che ne sono proprietari mi consentono quando mi è possibile l’uso, soltanto per due fine settimana, periodo durante il quale il signor Alioto è libero da impegni di lavoro. Non intendo permettere che si abusi della mia buona fede, anche per il ruolo che rivesto: per questo ho chiesto a Gesip di accertare con prontezza e rapidità lo stato di servizio del signor Alioto".

"Quanto all’utilizzo della barca il signor Alioto - spiega Cammarata - non poteva né avrebbe dovuto ipotizzare di poterne avere arbitrio: la circostanza dell’affitto , così come da questi dichiarato a 'Striscia la notizia', non si è mai verificata perché quando ci è stata comunicata la proposta del noleggio dell’imbarcazione è stato intimato al signor Alioto di restituire la caparre e di chiarire che non c’era alcuna disponibilità al noleggio".

"Non ho mai approfittato neppure di uno spillo o di qualcosa appartenente alla cosa pubblica, figurarsi se avrei mai potuto consentire che il signor Alioto svolgesse altre mansioni durante il suo orario di lavoro. Mi auguro che questo, al di là delle sue dichiarazioni a 'Striscia la notizia', non sia mai avvenuto: diversamente chiederò l’apertura di un procedimento disciplinare. Allo stesso modo intendo consultare i miei legali per comprendere se il comportamento del signor Alioto e le sue dichiarazioni che sembravano prospettare una sorta di immunità dovuta la mio nome e al mio ruolo siano in qualche modo lesivi della mia onorabilità. Inutile aggiungere - conclude il sindaco - che ho chiesto al signor Alioto l’immediata interruzione di ogni tipo di collaborazione".
"Non intendo consentire a nessuno di utilizzare il mio nome e la carica istituzionale che ricopro per difendere comportamenti illegittimi di alcun genere. Il signor Alioto, al quale ho affidato la cura della barca - e cioè la verifica periodica delle sue condizioni e la pulizia - doveva svolgere le proprie mansioni (frutto di una collaborazione non continuativa, che veniva peraltro regolarmente compensata come dimostrano i pagamenti tramite assegno delle prestazioni ricevute) ovviamente al di fuori del proprio orario di lavoro". E' la seconda nota diramata dal sindaco di Palermo, Diego Cammarata, in giornata.