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Intervista all'Europarlamentare del Pd

Rita Borsellino attacca il Pdl:
"Loro litigano, e la Sicilia affonda"


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Bufera nel Pdl siciliano, dichiarazioni di Bersani sulla missione in Afghanistan, ma anche laicità dello Stato e diritti delle comunità lgbt. Rita Borsellino, cattolica, presente al primo gay pride palermitano, inizia proprio affrontando il tema dell'omofobia. “Non penso che l’essere cattolica sia in contrasto con la promozione dei diritti della comunità gay, così come non è in contrasto con il principio della laicità dello Stato – dice –  Nel mondo cattolico ho trovato tantissime persone che la pensano come me”.
L'on. Paola Concia ha presentato un disegno di legge anti-omofobia, che è fermo dal 4 giugno 2008. Quanto ha inciso il potere cattolico?
“Ritengo fuorviante imputare al mondo cattolico la scarsa attenzione posta da una certa politica alla questione dell’omofobia. Il problema vero è che c’è nel nostro Paese un ritardo culturale che è alla base di gravi fenomeni come le violenze di genere, il razzismo e appunto l’omofobia. Fenomeni che oggi trovano sponda in alcune discutibili scelte del governo e della maggioranza di centrodestra, soprattutto per quanto riguarda la sicurezza”.
A livello regionale, alcune amministrazioni si stanno già occupando di diritti delle comunità gay. Palermo sarebbe pronta?
“Se parliamo dell’attuale amministrazione comunale, la risposta è sicuramente negativa. Se, invece, ci riferiamo alla società palermitana, allora la risposta è affermativa. Certo, ci sono dei ritardi culturali che vanno ancora affrontati, non solo per quanto riguarda la questione dell’omofobia. Ma credo sinceramente che i palermitani e gli italiani in genere siano già pronti per ampliare la sfera dei diritti individuali. È la politica che ancora arranca”.
A proposito di politica che arranca, il Pdl siciliano sta attraversando una vera e propria bufera: quali scenari si prospettano?
“La litigiosità del Pdl non è una novità. La cosa grave è che mentre loro litigano, la Sicilia va allo sbando. La povertà aumenta, le famiglie fanno fatica ad arrivare a fine mese, industrie importanti come la Fiat di Termini Imerese rischiano di chiudere i battenti e i fondi europei, nostra principale ancora di salvezza, continuano ad essere dispersi in mille rivoli clientelari, senza alcun reale collegamento con lo sviluppo economico e sociale dell’Isola. Ritengo vergognoso che dinanzi a un quadro così drammatico, rappresentanti delle istituzioni e della maggioranza di governo continuino a litigare su questa o quella poltrona. A fronte di tutto ciò, il Partito democratico deve solo continuare sulla strada intrapresa, ossia quella della costruzione di una valida proposta di governo che abbracci le forze migliori del centrosinistra”.
Bersani, che a breve sarà a Palermo, ha dichiarato che “Andare via dall'Afghanistan significherebbe la vittoria del terrorismo”. Che dire?
“Se Bersani ha detto così, significa che conosce bene la situazione afghana e, da politico responsabile qual è, non ha voluto certo cavalcare una tragedia per catturarsi consensi. Anche il segretario del Pd, Dario Franceschini, ha espresso una simile opinione. A dimostrazione che, sulle questione importanti, il Partito democratico è unito e ha le idee chiare, a differenza di quanto sta avvenendo all’interno del governo. Del resto, in Afghanistan è stato fatto un lavoro encomiabile, che ha portato a risultati importanti per la democrazia. È un momento delicato per il popolo afghano e l’Italia, così come gli altri paesi che fanno parte della missione internazionale, farebbero un grave errore ad abbandonarlo. Un errore che costerebbe la vita di migliaia di persone e la libertà di tutti gli afghani. Diverso, invece, è il discorso su come dobbiamo essere presenti in quel territorio. A tal proposito, ritengo giusto rivedere la strategia dell’Italia nell’ambito della missione internazionale, che è e deve restare una missione di pace, anche attraverso azioni più incisive di cooperazione internazionale”.