Live Sicilia

Cammaratagate

Palermo, i giovani del Pdl
chiedono "elezioni anticipate"


Articolo letto 665 volte

VOTA
0/5
0 voti

diego cammarata, facebook, gaetano pantano, pdl, Politica, skipper, Politica
"Vogliamo vedere il nostro sindaco affrontare le emergenze e non finire sui giornali per scandali come quello di un dipendente assenteista di una società comunale per accudire la barca di proprietà dei figli del primo cittadino. Ma niente giochi di potere: se la giunta Cammarata è veramente arrivata al capolinea si vada immediatamente ad elezioni anticipate passando quindi dalla sfiducia in consiglio comunale".

Lo ha affermato Gaetano Pantano, il presidente provinciale della Giovane Italiana, movimento giovanile del Popolo della Libertà, prendendo così una netta posizione nell'ambito del caso dello “skipper di Cammarata”, nonostante i proclami moderatori e conciliatori dei “vecchi” del partito.

Pantano ha aggiunto che “è del tutto evidente che il servizio di Striscia getti ombre su Cammarata. Un politico, specialmente se guida istituzioni importanti, deve improntare la sua attività e la sua vita privata sui valori della trasparenza, della legalità e del senso del dovere verso la comunità che rappresenta. In attesa che la magistratura si esprima auspicando che il sindaco dimostri la sua estraneità ai fatti, vogliamo evidenziare che vicende come queste rischiano di vanificare la volontà di Cammarata, manifestata con il recente rimpasto e la diminuzione degli assessori, di rilanciare l'amministrazione di centro destra”.

Intanto, sabato 26, alle 11, ci sarà una singolare manifestazione in piazza Pretoria, il cui input proviene dal gruppo su Facebook: “Per la rimozione del sindaco Cammarata”. La protesta s'intitola “Cammarata in barca e Palermo affonda” e nella descrizione dell'evento sul social network si legge “inondiamo piazza Pretoria con migliaia di barchette contro il sindaco Cammarata”. Si sottolinea che si tratterà di una “manifestazione spontanea che somma cittadini. Chiunque è invitato a partecipare, ma senza bandiere o sigle, né politiche, né sindacali, né di gruppi o associazioni”. Una premessa che sarà difficile rispettare.