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Parla il sindaco Cammarata

"Ce l'hanno con me"


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“Adesso basta". Inizia così la nota diffusa stamani da Palazzo delle Aquile, con cui il sindaco di Palermo, Diego Cammarata, spiega le sue ragioni dopo lo scandalo sollevato dal servizio del tg satirico Striscia la Notizia su Franco Alioto, il dipendente della Gesip, assenteista cronico, e uomo di fiducia del primo cittadino attivo come skipper sul suo yacht. "L’imbarbarimento della contrapposizione politica - si legge - anche e forse soprattutto all’interno della mia stessa maggioranza, e l’importanza che si vuole dare al servizio di Striscia la notizia mi fa pensare che l’attacco alla mia persona e soprattutto al ruolo che svolgo celi, in realtà, l’obiettivo di mettere in discussione la mia credibilità e la mia onestà, allo scopo di liberarsi di un sindaco che in tutti questi anni non ha mai consentito che interessi illegittimi, illegali o illeciti avessero dimora dentro Palazzo di città.
Che cosa c’è davvero dietro questo attacco mediatico e politico così violento, che fa dire a qualcuno (senza che nessuno insorga indignato) che costruire due ville abusive è una vicenda meno grave? Qual è l’obiettivo che si vuole ottenere?
Forse i provvedimenti adottati dalla giunta comunale e quelli previsti per l’immediato futuro (dal controllo analogo sulle società partecipate agli interventi dentro Amia per la riduzione degli sprechi e la razionalizzazione del lavoro, dalla delibera sulle aree bersaglio nel centro storico che potrebbe consentire investimenti privati per centinaia di milioni di euro fino all’ormai prossima rivisitazione del PRG) preoccupano chi difende interessi particolari ed illeciti che non appartengono alla collettività e ritiene che questo sindaco – sulla cui onestà personale ed amministrativa nessuno in otto anni ha potuto mai porre ombre – vada allontanato.
Se così è, si sappia che non consentirò mai che si ricostituiscano attorno al Palazzo di città comitati di affari o di malaffare e che continuerò a vigilare perché sia garantito esclusivamente l’interesse della città e dei cittadini .
La vicenda di Alioto è ormai chiarita eppure si continua, anche a livello nazionale, a mettere in campo illazioni di ogni genere e a raccontare mezze verità.
I fatti sono ormai chiari: la presenza sulla barca di Alioto negli orari in cui quest’ultimo avrebbe dovuto essere al lavoro avveniva a mia insaputa e la conferma precisa viene dalla sua constatata assenza nel mese di settembre, periodo durante il quale non ho messo piede a Marina di Villa Igiea, dove la barca è ormeggiata. Il maltempo di questo piovoso mese di settembre, peraltro, conferma che fra le assenze di Alioto dal posto di lavoro e la cura della barca (certo non necessaria durante questo periodo) non vi possa essere alcun collegamento.
La sua assenza durante questi venti giorni di settembre dimostra solo la sua irresponsabilità e di questo ne risponderà agli organi competenti. Così come esclude che non vi è alcun collegamento con le prestazioni che solo saltuariamente gli erano richieste sulla imbarcazione e per le quali veniva compensato più che adeguatamente. Nei confronti di Alioto oggi è stato aperto un provvedimento disciplinare e questo dimostra l’inadeguatezza dei controlli da parte di Gesip sui lavoratori, cosa su cui i vertici devono avviare una immediata riflessione.
In tutti questi anni al signor Alioto ho solo fatto del bene e non ho mai approfittato né di lui né della sua condizione di dipendente della Gesip, come dimostrano gli assegni con cui saldavo regolarmente le sue prestazioni.

Quanto al noleggio, la presenza su un sito Internet della barca non mi sembra per nulla in contraddizione con quanto ho dichiarato ma, anzi, mi sembra confermi la verità delle cose: il noleggio sul sito viene previsto Iva compresa (e dunque senza la possibilità di evasione fiscale alcuna) e questo perché chiunque abbia deciso di proporre sul sito il noleggio ben sapeva che, nella eventualità in cui ci fossimo risolti favorevolmente, non avremmo accettato altre soluzioni che quelle legittime e legali. Come dimostra peraltro la restituzione della caparra alla proposta di noleggio da parte degli operatori.
L’intera vicenda è affidata alle indagini che la Procura ha aperto e che potranno fare piena luce, anche dal punto di vista giudiziario.
Quel che impressiona è però la grandissima, spasmodica attenzione che questa storia ha suscitato nelle stanze del potere e sui giornali. Una attenzione che in questi anni non ho visto rivolta a fatti ben più gravi e sui quali – a differenza che in questa, che mi pare ormai ampiamente chiarita – non si è ancora fatta piena luce.
È questo che mi fa ritenere che dietro, forse, c’è ben altro obiettivo,
che chi si presta a questo gioco al massacro non considera appieno. Cosa ben strana se si considera che siamo a Palermo e che nella nostra città, purtroppo, proprio l’isolamento di chi viene ritenuto scomodo, è il primo passo per liberarsene definitivamente”.