Live Sicilia

Sindaco intervistato da Repubblica

Le ragioni di Diego Cammarata:
"Non sapevo nulla del noleggio"


Articolo letto 566 volte

VOTA
0/5
0 voti

, Cronaca
Si difende il sindaco di Palermo Cammarata, dopo la bufera scoppiata nei giorni scorsi su di lui. Il primo cittadino di Palermo rompe il silenzio rilasciando una intervista, rilasciata al quotidiano Repubblica, in cui spiega le sue ragioni sulla vicenda che vede coinvolto lo skipper del suo yacht, assenteista cronico della Gesip: "Escludo che Franco Alioto - dice il sindaco - sia mai stato con me in barca durante il suo orario di lavoro alla Gesip. Non ho mai affittato la mia imbarcazione e se questa è finita con tanto di foto su un sito internet di noleggio, posso assicurare che è stata un'iniziativa di Alioto". Ecco di seguito il testo dell'intervista tratta da Repubblica.

Sindaco Cammarata, quando ha conosciuto Alioto?
«Conosco Alioto da molto tempo. Non ricordo la data precisa del primo incontro, ma posso dire con certezza di averlo conosciuto su un charter sul quale lui faceva lo skipper. Ho visto come lavorava e gli ho chiesto di badare alla mia barca».

È vero che il marinaio è stato assunto per chiamata diretta alla Gesip su suo interessamento?
«Non escludo di aver fatto un'indicazione all'azienda, chiedendo di verificare se ci fossero le condizioni per la sua assunzione. Alioto aveva una situazione familiare difficile, non aveva nemmeno versato i contributi per la pensione».

Pensa di aver fatto la cosa giusta?
«Sì, non me ne vergogno. E per due motivi: non ho curato io l'assunzione materiale di Alioto e la sua non è stata certo un'eccezione, perché mi è capitato spesso di segnalare casi di persone in difficoltà».

A Marina di Villa Igiea tutti dicono di aver visto quasi ogni mattina Alioto lavorare in barca. E a Casa natura, dove era distaccato come operatore della Gesip, molti affermano di non conoscerlo. Ma lei sapeva che Alioto si occupava tutti i giorni della sua imbarcazione?

«Questa estate ho utilizzato la barca soltanto per due fine settimana, quando certamente Alioto non era al lavoro, perché ha il sabato e la domenica liberi. Non capisco perché Alioto dovesse poi lavorare durante la settimana nella mia imbarcazione, visto che non richiede certo una manutenzione giornaliera».

Alioto era solo il suo skipper? È vero che era anche il suo cuoco personale?
«È capitato, quando ero single, che qualche volta abbia cucinato per me: ma quando ho ripreso una vita familiare, la sua presenza non era più compatibile».

Oltre alle assenze dal lavoro di Alioto, il servizio di Striscia la notizia ventilava anche affitti in nero della sua barca. Ieri, poi, si è scoperto che la sua imbarcazione era presente con tanto di foto su un sito Internet di noleggio.

«Non ho mai affittato la barca. Alioto mi ha chiesto una volta di poterla noleggiare a terzi, dicendo che aveva incassato anche una caparra, ma io gli ho detto subito di restituirla e non sapevo che il tutto era stato filmato dagli inviati di Striscia. Ma anche sul sito Internet nel quale compare la mia barca è chiaro che si tratta di un noleggio in regola, visto che i prezzi sono perfino comprensivi di Iva. Io comunque non ne sapevo assolutamente nulla».

Dopo il filmato andato in onda su Striscia, la Procura ha avviato un'indagine e, oltre all'opposizione, anche il sottosegretario Gianfranco Miccichè ha chiesto le sue dimissioni.
«Credo che Miccichè dovrebbe ricordare che ci sono stati momenti delicati della sua vita, come quando scoppiò lo scandalo che coinvolse alcuni suoi collaboratori al ministero, e che io non ho mai chiesto le sue dimissioni da cariche pubbliche. Premesso che per me questo non è certo un periodo delicato come lo è stato il suo, Miccichè sa benissimo che non ho mai beneficiato del mio ruolo pubblico».

L'opposizione ha presentato una mozione di sfiducia, che potrebbe essere approvata contando anche sui voti dei consiglieri del Pdl legati a Miccichè.
«Non ho alcun timore del dibattito in aula e della mozione di sfiducia. Anzi, voglio proprio vedere fino a che punto andrà avanti l'aggressione che sto subendo da alcuni esponenti del mio partito. Voglio vederli in faccia mentre votano la sfiducia».

di Antonio Fraschilla