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L'intervista

Cuffaro: "La politica in Sicilia
fa acqua da tutte le parti"


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, Politica
Non è solo il cielo, in questi giorni, a fare acqua da tutte le parti. Ne è convinto l'ex governatore siciliano Totò Cuffaro che in una intervista a tutto campo a Live Sicilia, parla facendo una panoramica ad ampio raggio sul momento critico che sta attraversando la politica siciliana: dal cambiamento degli assetti politici regionali, alla recente bufera scoppiata intorno al nome di Diego Cammarata.

On. Cuffaro, possiamo dire che la politica siciliana ‘fa acqua da tutte le parti’?
"Si, e me ne assumo tutte le responsabilità. Qui c’è un problema grave e serio rappresentato da un presidente della regione che invece di fare il leader, semina zizzania e veleni. Le conseguenze sono sotto gli occhi di tutti: si è creato un sistema di inimicizie e di astio che si sta trasferendo a molte amministrazioni locali, non soltanto a Palermo. Noi avevamo bisogno di una politica che desse fiducia ai siciliani, invece ci ritroviamo un Pdl spaccato in quattro pezzi e un Pd diviso tra governo e opposizione. Il dato di fatto è che Lombardo sta tentando di governare la Sicilia dividendo la politica. E, sa, quando il clima è così diffidente … la politica non c’è più."

… si veda il ‘caso Palermo’, giusto?
Adesso sono io che pongo una domanda a lei: lo scandalo che è sulla bocca di tutti in questi giorni, è frutto di un’iniziativa giornalistica oppure si tratta di killeraggio politico?

E se si trattasse di killeraggio, chi sarebbero i mandanti?
"Se fosse davvero così, il killeraggio proverrebbe dal Pdl e sarebbe un atto molto grave, perché la lotta politica dovrebbe rimanere nei canoni della politica stessa."

Intanto, però, l’ordinaria amministrazione è paralizzata …
"Attenzione, bisogna dire le cose come stanno: il consiglio comunale di Palermo è paralizzato già da prima, tra opposizione, pezzi di Pdl e Mpa … sa una cosa? Se tutto questo fosse successo dentro il nostro partito, avremmo già espulso i dissidenti. Stare in un partito significa accettare delle regole e soprattutto seguire la linea di partito."

Che ne sarà di Miccichè?
"Miccichè, a livello regionale, sta vincendo una partita. Le cose sono abbastanza semplici e lineari: Lombardo ha rotto l’accordo con chi lo ha voluto al governo e oggi guida la regione insieme all’asse Miccichè e parte del Pd che, non dimentichiamo, ha due assessori in giunta, Russo e Venturi. Non bisogna dimenticare, tra l’altro, il ‘caso’ Termini Imerese: sindaco un uomo di Lumia, vicesindaco Miccichè. Se, invece, volessimo analizzare la situazione da una prospettiva più ampia, il quadro sarebbe che, nel Pdl, tutti hanno contato su Berlusconi, tranne Dell’Utri, che in Sicilia ha voluto Lombardo."

Cosa farebbe Cuffaro se fosse al posto di Lombardo?
"Tenterei di rassicurare la politica. La Sicilia ha bisogno di serenità, i siciliani non si fanno governare col bastone e, ancora una volta, i risultati sono sotto gli occhi di tutti. Un consiglio che mi sento di dare a Lombardo è di deporre il vaso dei veleni."

E se, invece, Cuffaro fosse al posto di Cammarata?
Qui la situazione è più complessa, Palermo non è facile da governare. Nei panni di Cammarata, io starei al mio posto e lavorerei. Da parte nostra avrà il pieno sostegno, fino alla fine del mandato."

Lei, però, in una situazione simile, è andato via ….
"No, è diverso. È vero che entrambe le situazioni sono legate a immagini che hanno comportato delle conseguenze, ma quella di Cammarata è una situazione politica e restare è un atto di coraggio. Nel mio caso, al contrario, a fronte dei tanti che mi chiedevano di non mollare, ho fatto una scelta diversa. Ho ritenuto che restare sarebbe stato controproducente per la Sicilia e per i siciliani. Non ho mai festeggiato, non crediate che non lo senta tutto, il peso della mia condanna."