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Arrestato per peculato. L'identikit

Acierno, ascesa e caduta
di un politico girovago


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, Cronaca, Politica
L'ex parlamentare nazionale e deputato all'Ars Alberto Acierno è stato arrestato - come si sa -  ieri mattina a Palermo dagli uomini della guardia di finanza nell'ambito di un'indagine sulla Fondazione Federico II. A firmare l'ordinanza di custodia cautelare è stata il gip Pasqua Seminara. L'ex direttore generale adesso si trova ai domiciliari e deve rispondere all'accusa di peculato. Ma chi è il 49enne Acierno? Ecco la sua nota biografica. E' stato eletto per la prima volta alla Camera nel '94 con FI. Nel '96 è stato rieletto nella lista di Forza Italia, ma poi ha lasciato il partito per aderire prima all'Udr, poi all'Udeur, di cui è stato vice-capogruppo alla Camera, e infine al Movimento sociale Fiamma tricolore di Pino Rauti. Nel 2001 non si è ricandidato al parlamento nazionale ed è arrivato in quota Fiamma tricolore all'Assemblea regionale siciliana attraverso una lista bloccata, il cosiddetto listino legato come premio di maggioranza al governatore eletto, che in quell'occasione fu Salvatore Cuffaro.  Dopo l'iscrizione al  gruppo misto il passaggio  a Nuova Sicilia. Dopo questa esperienza ha costituito all'Ars il gruppo Sud, Siciliani uniti democratici.  Si riavvicina a Forza Italia e nell'agosto 2006 viene nominato da Gianfranco Miccichè, allora presidente dell'Ars, direttore della Fondazione Federico II, costituita nel '97 e che dipende dall'Assemblea regionale. L'incarico dura fino al 30 novembre 2007, fino alle dimissioni dopo la mancata approvazione del bilancio consuntivo e di previsione. La procura, quindi, apre un'indagine, che porta all'arresto. La gdf avrebbe scoperto alcune irregolarità nella gestione contabile della Fondazione finanziata con fondi dell'Assemblea regionale. Le fiamme gialle avevano avviato le indagini per danno erariale su delega del procuratore regionale della Corte dei conti di Palermo e, sotto il profilo penale, coordinati dal pm Sergio Demontis.
Nel periodo in cui ha rivestito l'incarico di direttore generale della Federico II, Acierno si sarebbe appropriato senza giustificazione di denaro della stessa Fondazione, utilizzando per scopi personali le carte di credito a lui concesse e destinate ad usi istituzionali. L'ex parlamentare, inoltre, avrebbe prelevato altre somme dalla cassa della Fondazione per un ammontare di circa centomila euro.