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Partito Democratico

I candidati alla Segreteria regionale
animano il confronto a Villa Filippina


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Stamattina, a Villa Filippina, si sono confrontati i quattro candidati alla segreteria regionale del Partito Democratico, in vista delle primarie del 25 ottobre. Dibattito organizzato da LiveSicilia, a cui hanno partecipato, quindi, Beppe Lumia, Giuseppe Lupo, Bernardo Mattarella e Giuseppe Messina, intervistati dai giornalisti Claudio Reale e Salvo Toscano.

In merito alla discussione sul partito in sè, Giuseppe Messina (collegato alla mozione Marino) ha dichiarato che il Pd "è caratterizzato da un così gran patrimonio unitario che dividersi non può fare assolutamente bene" sottolineando che "bisogna concentrarsi sulla battaglia per la legalità, soprattutto al Sud, in relazione a cui occorre attivare un processo di modernizzazione all'interno della pubblica amministrazione". Insomma, per Messina la parola d'ordine è "eticità", lasciando perdere i se e i ma, focalizzandosi, invece, sui sì e i no.

Per Bernardo Mattarella (collegato alla mozione Bersani), è evidente che ci siano differenze di fondo nel Pd, tra le quali occorre "scegliere l'idea migliore per costruire un partito forte e solido (“non liquido”), inserito non in una dinamica bipartitica ma bipolare". Perciò, Mattarella apre al dialogo con chi è fuori dal Parlamento.

villafilippinaIl senatore Lumia, che non fa riferimento ad alcuna mozione, punta sui concetti di "cambiamento" e "innovazione", convinto che dalla Sicilia possa emergere una svolta storica che non abbia come referente solo l'Isola, ma anche il resto del Paese. “Dobbiamo rompere con il dualismo tra Nord e Sud - ha detto Lumia - con il primo che è concepito come il produttore e il secondo come consumatore”, facendo sì che la Sicilia diventi una terra di produzione con un sistema di imprese che dica concretamente no alla mafia.

Per Giuseppe Lupo (collegato alla mozione Franceschini), il Partito Democratico deve avere come sbocco il sistema maggioritario e deve puntare allo smantellamento in sé della burocratizzazione. Ha sottolineato, inoltre, l'importanza fondamentale del sistema delle alleanze, soprattutto con un occhio di riguardo approfondito nei confronti dell'Italia dei Valori. Spazio pure per una stoccata a Lumia, non condividendo affatto la scelta di non essere collegato a nessuna mozione.

Naturalmente i quattro candidati hanno dibattuto sugli ultimi sviluppi della politica comunale palermitana, ovvero il caso dello skipper e il raddoppio dell'addizionale Irpef. Tutti hanno sostenuto il pieno appoggio al gruppo consiliare del Pd. Andando sul particolare, per Lumia “la barca di Cammarata e l'Irpef sono due facce della stessa medaglia” e occorre “smascherare i limiti dell'amministrazione comunale”. Messina ha dichiarato che è in corso uno “sfacelo”, non esistendo una politica territoriale idonea per risolvere i problemi. Mattarella ha rincarato la dose così: “Non credo ci sia una persona di buon senso che non si auguri che Cammarata vada via”, aggiungendo che “prima se ne va, meglio è, anche per lui stesso”.

A Lumia, inoltre, è stato chiesto se la sua decisione di candidarsi senza riferimento a nessuna mozione possa essere motivo di divisione. La risposta è stata contraria, cioé che il senatore ritiene di unire il partito, agendo sul territorio, fomentando l'entusiasmo attorno a sé. In merito alle liste bloccate, Lupo ha sottolineato che si batteranno per tornare alle preferenze, ma che le primarie sono necessarie a causa dell'attuale sistema di scelta. In relazione al medesimo argomento, Mattarella ha affermato di non essere favorevole all'eliminazione delle primarie, ma occorre che siano strutturate meglio, per evitare che siano comparabili a “fiere” a cui possano partecipare anche i “tifosi del centrodestra”. Insomma, il meccanismo delle primarie va mantenuto ma non deve essere esaltato, in quanto esse non “fanno un partito e non hanno una portata taumaturgica”. Giuseppe Messina, in conclusione, ha sottolineato l'importanza dell'attività politica sul territorio, della conquista del consenso, circolo per circolo, riconoscendo che la sua esperienza (e di chi gli sta accanto) non si concluderà senza dubbio in ambito congressuale.