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La protesta non "salpa"
In pochi davanti al Comune


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“Sono qui a manifestare perché il governo Cammarata si è mangiato la città” lo dice Angelo De Simone, libero cittadino, accorso in Piazza Pretoria per la manifestazione spontanea contro il malgoverno della città, organizzata durante gli scorsi giorni su Facebook.
Niente bandiere, i partiti hanno rispettato la scelta di una manifestazione che vedesse protagonista la città e i cittadini palermitani. I numeri? Croce e delizia dei giornalisti, sui numeri si sono ritrovati stranamente concordi sia i carabinieri che gli organizzatori: circa cinquecento persone.locandinamanifestazione
“Io sono qui per manifestare contro l'aumento del 30% dell'acqua. È inaudito che sul bene comune per eccellenza si sia privilegiata la gestione privata, ai danni di quella pubblica”. Lo dice Gaspare Semprevivo, pensionato, anche lui libero cittadino, che prosegue “I problemi dell'Amap non si fermano agli aumenti delle bollette: la società, oggi, non ha più una squadra per i servizi di pronto intervento alla rete fognaria”.
“Palermo è nelle mani di un'amministrazione inesistente – dice Matteo La Barbera, avvocato, anch'egli slegato dalle logiche di partito – chi è al governo della città manca di una strategia di sviluppo”.
“Quello che sta succedendo in questi giorni – aggiunge Roberta Lomeo – può essere considerato la goccia che ha fatto traboccare il vaso. Ma c'è un insieme di cose che non vanno, già da molto tempo”.
E ancora, interviene Fabrizio Martino, palermitano, dottore di ricerca, anche lui privo di tessere di partito. “Da quando c'è Cammarata, e mi riferisco anche al primo mandato, l'intera città è diventata a pagamento”.
“La cosa che mi preoccupa di più – interviene Marco Cirincione, laureato e disoccupato – è la gestione clientelare della cosa pubblica, per salvare i portafogli degli amici”.
“Gabriele la Mora, indignato. Piacere – così si presenta un giovane ricercatore palermitano che lavora al Nord – da 13 anni Palermo non mi offre la possibilità di tornare. Vorrei tanto fare una partita a tennis col sindaco!”.
“Sono qui oggi perché Palermo è sommersa dai rifiuti – aggiunge Armando Genovese, laureando in Scienze Politiche – ed è soltanto un punto della lunga lista di cose che non vanno. A Palermo non funziona niente”.
Intanto alcuni manifestanti formano un trenino, intonando il successo di Orietta Berti, “Finché la barca va”. Qualcun altro “arriffa” il modellino di veliero esposto davanti Palazzo delle Aquile, 5€ a biglietto.
“Le opposizioni siamo presenti – dice Vincenzo Tanania, Pd – per stare dalla parte di Palermo e dei palermitani. È ora che anche le altre opposizioni in consiglio comunale escano allo scoperto”.
“Oltre la politica, finalmente c'è la città – rincara Fabrizio Ferrandelli, Idv – la manifestazione di oggi rafforza il nostro mandato: mandare a casa Cammarata”.
“Non si può – dice Nadia Spallitta, Un'Altra Storia – usare ancora il denaro pubblico per sanare i debiti di società private”.
“La legittimità alla mozione di sfiducia – dice, infine, Mimmo Russo, Mpa – possiamo darla noi che abbiamo sottoscritto il programma di Cammarata. Soltanto gli imbecilli non cambiano idea”.