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Da "Il Palermo", in edicola

Il guazzabuglio fra i pali rosanero


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Da piccolo giocavo a fare il piccolo prestigiatore. Avevo un cassetto magico che usavo per fare sparire la realtà. Ora lo aprivo e c’era una cosa, ora lo riaprivo e la cosa non c’era più. Agli altri raccontavo era una magia, ma in fondo sapevamo sia io che loro che si trattava di un banalissimo trucco. Come quello messo in scena inconsapevolmente dal Palermo in questi cinque giorni. Ora apri il cassetto e trovi Rubinho che scivola sul’acqua contro la Roma, agganciando le gambe di Okaka. Ora lo riapri e trovi Sirigu che vola all’incrocio dei pali contro la Lazio. Lo riapri ancora e trovi di nuovo Rubinho, immobile sulla fucilata di Totti dagli undici metri. Lo riapri per l’ultima volta e rispunta Sirigu, che dice “no” due volte a Rocchi con una reattività spaventosa. Magia? No.
Due facce della stessa medaglia rosanero. Un pareggino in entrambi i casi, forse. Due punti persi ieri, un punto guadagnato oggi, probabilmente la verità. Ed intanto le facce di Rubinho e Sirigu sembrano le maschere tristi e ridenti, che fuori dal teatro invitano i passanti ad entrare. Ora tocca a Walterone stare attento alla prossima mossa, perché il buon Fernando non merita la fustigazione della piazza ma il giovane Salvatore merita quantomeno rispetto. E per risolvere questo guazzabuglio non basterà un semplice trucco, ma servirà una magia vera e propria. Perché in ballo stavolta c’è il futuro del Palermo e non un golletto preso in più.