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Tremila visitatori al museo Riso
per la giornata del contemporaneo


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Sono stati circa tremila i visitatori che hanno partecipato, sabato scorso, alle iniziative organizzate da Riso, Museo d’arte contemporanea della Sicilia, in occasione della V Giornata del contemporaneo. Dalle 10 del mattino fino alle 2 di notte un flusso continuo di pubblico ha approfittato dell’ingresso gratuito alla mostra principale, “Passaggi in Sicilia. La collezione di Riso e oltre”, a cura di Paolo Falcone e Valentina Bruschi e ha partecipato alle varie attività organizzate per l’occasione negli spazi della Free Zone, al piano terra del Museo, a cura di Helga Marsala (curatore di S.A.C.S. Sportello per l’arte Contemporanea della Sicilia). La Giornata del contemporaneo ha coinciso anche con il finissage della mostra “Passaggi in Sicilia. La collezione di Riso e oltre”, dedicata al primo nucleo della permanente di Riso: un dialogo tra le opere in collezione e alcuni prestiti importanti che hanno segnato negli anni il passaggio sull’isola di artisti internazionali. Dal 9 luglio scorso, giorno dell’inaugurazione, fino alla data di chiusura, la mostra ha registrato 16.000 visitatori.

I NUMERI. Circa 3000 sono stati i visitatori complessivi, tra quelli recatisi alla mostra e quelli che si sono intrattenuti fino a tarda notte per gli eventi della Free Zone; 2 le scuole coinvolte nell’iniziativa “Puzzle Art”, a cura del Settore Educazione di Riso, per un totale di 70 bambini partecipanti; 4 gli itinerari d’arte, sempre a cura del Settore Educazione, i cui addetti hanno accompagnato lungo il percorso espositivo un centinaio di persone.

FREE ZONE / MUSICA. Di grande richiamo è stato il concerto Trenton playlive: il lungo live-set, suddiviso in due parti, ha dato vita a un raffinato crescendo ritmico, che dai suoni sgranati e aerei dell’inizio è approdato a una esplosione dance. Dopo un’ampia intro d’ascolto, di taglio sperimentale, in cui i tappeti elettronici di Giovanni Verga si ibridavano con gli interventi al sax di Gianni Gebbia, creando un’atmosfera dilatata e onirica, la guest star della serata, Samuel Rouanet aka Reynold, musicista, dj e produttore francese trapiantato a Berlino, ha raggiunto i due colleghi esibendosi in con loro una performance straordinaria. Fino alle 2 del mattino centinaia di persone sono state rapite da un groove accelerato che mescolava i beat adrenalinici di Reynold, il tecno-sax impazzito di Gebbia e i commenti electro di Verga.

FREE ZONE / ARTE. Oltre all’appuntamento musicale la Free Zone ha ospitato il video di Stefania Galegati Shines, “Humans”, trasmesso su due grandi monitor in uno spazio lounge ricavato all’interno della caffetteria, e l’installazione audio-video di Federico Lupo “Apart and between”, fruibile tra la biglietteria e il cortile.

Humans, composto da sette piccoli video, registra frammenti del quotidiano dell’artista-viaggiatrice romagnola. Il video, che propone uno spaccato sociale dell’umanità con le sue corrispondenze e le sue contraddizioni, è stato presentato in anteprima lo scorso 24 gennaio in 29 location sparse per il mondo.

Apart and between è un lavoro inedito realizzato in collaborazione con l’artista Katia Beltrame per il progetto Radar (micro-interventi degli artisti di S.A.C.S., pensati per gli spazi di transito del piano terra del Museo): un video, un audiodramma e due elementi installativi suggeriscono una riflessione poetica intorno al potere onirico ed evocativo della parola, e alla sua capacità di costruire relazioni attraverso il tempo e lo spazio.

S.A.C.S. / VCP. Un'altra importante attività è stata fatta confluire all’interno della Giornata del Contemporaneo: un nuovo appuntamento del Visiting Curator Program (VCP), organizzato dallo Sportello per l’Arte Contemporanea in Sicilia, ha visto il noto curatore turco Vasif Kortun tenere una conferenza presso la Cappella dell’incoronazione e poi partecipare a un meeting privato con un gruppo di giovani artisti di S.A.C.S.

Kortun ha raccontato della sua importante esperienza di fondatore e direttore del Platform Garanti Contemporary Art Center, a Istanbul, e ha quindi visionato i materiali e i portoli degli artisti, stabilendo un approfondito confronto intorno al loro lavoro e alla loro ricerca.