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Catania. Presi superlatitanti Santapaola

Summit di mafia
interrotto dai carabinieri


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, Cronaca
Un summit che riuniva il vertice di Cosa nostra a Catania è stato interrotto, ieri sera,  dai carabinieri del reparto operativo del comando provinciale etneo che con un blitz hanno decapitato i vertici della ''famiglia'' Santapaola. In una villetta nelle campagne di Belpasso militari dell'Arma hanno arrestato personaggi di rilievo della cosca come il superlatitante Santo La Causa, ritenuto il capo dei capi nella provincia etnea, il cui nome era inserito nella lista dei 30 ricercati più pericolosi d'Italia,  condannato all'ergastolo per omicidio e associazione mafiosa. Con lui c'erano anche il latitante Carmelo Puglisi, che era nella lista dei 100 latitanti di maggiore spessore del Paese, ed è accusato di avere avuto un ruolo negli attentati nei cantieri di Andrea Vecchio, l'imprenditore che si è opposto pubblicamente al racket delle estorsioni. Ma in quella casa ci sono altri anche altri mammasantissima della mafia di Catania come Enzo Aiello, storico uomo di fiducia del boss Benedetto Santapaola, e Venerando Cristaldi, fratello di Salvatore, e considerato uno dei capi del rione Picanello. Tra i fermati ci sono anche Sebastiano Laudani, ritenuto ai vertici del clan noto come ''Mussu di ficurinia'' e Saro Tripodo. Durante l'operazione i carabinieri di Catania, che si sono avvalsi della collaborazione dei colleghi del Ros, hanno anche fermato due incensurati accusati di essere i fiancheggiatori dei presunti boss. Durante le fasi della cattura militari dell'Arma avrebbero esploso dei colpi di arma da fuoco a scopo intimidatorio.

"Gli italiani sono orgogliosi dei loro carabinieri'': ha commentato il ministro della Difesa Ignazio La Russa esprimendo al comandante generale dei carabinieri generale Leonardo Gallitelli ''vivissimo compiacimento''. Per il ministro dell'Interno, Roberto Maroni, ''la cattura di La Causa e Puglisi è una delle più belle operazioni degli ultimi venti anni fatta nella Sicilia orientale''.