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Il Festival della Legalità a villa Filippina

L'appello di Antonio Ingroia:
"Luce sui mandanti delle stragi del '92"


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, Cronaca
“C'era una volta uno Stato senza mafia. Uno Stato in cui cardinali, procuratori, esponenti delle istituzioni, negavano ufficialmente l'esistenza della mafia. Tutto questo cambiò con Falcone e Borsellino”. È iniziata così, la favola amara che questa mattina Gian Carlo Caselli ha raccontato agli studenti palermitani, nell'ultima giornata del Festival della legalità, durante il dibattito a Villa Filippina dal titolo “A voi nati dopo le stragi… io racconto”. All'incontro è intervenuto anche il procuratore aggiunto di Palermo Antonio Ingroia, che ha spiegato ai ragazzi: “Falcone e Borsellino per primi hanno rotto il tacito patto tra magistratura e classe dirigente collusa. Noi siamo arrivati dopo e abbiamo potuto continuare su questa scia. È notizia di questi giorni che Borsellino non sia neanche stato avvertito dell'attentato contro di lui, a differenza di Di Pietro, che fu avvisato e allontanato dal Paese sotto falsa identità. Si è aperto uno spiraglio importante nel rintracciare i veri mandanti del '92: non abbassate l'attenzione, esigete la verità a gran voce. È il momento di dare un calcio e spalancare quella porta”. E ancora, Caselli, in merito agli strumenti che l'antimafia deve fare propri nell'attuale battaglia contro mafia, collusione e corruzione: “La mafia è ancora radicata, soprattutto nell'economia, nella politica e nelle istituzioni. Purtroppo se i pubblici ministeri sono equiparati ai delinquenti e Mangano viene definito un eroe, non si tratta di una questione di strumenti: è lo scenario di fondo ad essere sbagliato”.
A seguire, i ragazzi hanno assistito al talk show dal titolo “Ti aspetto fuori”, con Franco Nuccio, caporedattore di Ansa Palermo, l’attore palermitano Francesco Benigno, Silvia De Bernardis, coordinatore del progetto “In&Out”, Rosalba Romano, psichiatra del Centro di Giustizia Minorile di Palermo e il maggiore Francesco Tocci, comandante della Compagnia di carabinieri di Bagheria. Il dibattito ha affrontato la questione della detenzione e del recupero sociale dei minori, entrando nel merito del progetto “In&Out”, che si avvale della collaborazione col Portale Legalità dell'Ansa. A questo proposito, Franco Nuccio ha letto la lettera aperta che uno dei ragazzi del Malaspina ha scritto ai concorrenti del Grande Fratello: “Quando voglio non me ne posso andare a casa e la mia famiglia la vedo 1 ora a settimana, qui non si diventa famosi e non si vince niente, e' tutta una corsa verso la libertà”. E ancora, la testimonianza di Carlo, ex detenuto del carcere Malaspina: “Ai ragazzi che vivono le stesse difficoltà che io per primo ho affrontato, dico: io ho capito che la mia vita doveva cambiare. Seguite il consiglio di chi c'è già passato”.
Infine, l'attore palermitano Francesco Benigno, che nel pomeriggio presenterà a villa Filippina il cortometraggio autobiografico “Benigno”: “Ho provato a raccontare una favola a mio figlio, che si è lasciato affascinare dal riscatto del protagonista: così è nato il corto. Un grazie a Marco Risi: senza di lui, forse, oggi staremmo parlando d'altro”.