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Le ipotesi a palazzo delle Aquile

Dove va il raddoppio Irpef?


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bilancio, cammarata, consiglio comunale, irpef, palermo, Politica
Il raddoppio dell’addizionale Irpef salverà l’Amia o servirà a coprire il buco del bilancio comunale? Ecco due fra le ipotesi possibiliche circolano a palazzo delle Aquile. Così, mentre il ragioniere generale sta incontrando i gruppi consiliari per discutere del disequilibrio in bilancio, dai consiglieri dell’ex maggioranza (Mpa, Pdl Sicilia, Pdl Palermo) arriva il j’accuse: “abbiamo assunto l’iniziativa nei confronti del Sindaco e del presidente del Consiglio sollecitando l’adozione della variazione al bilancio 2009/2011 per il ripristino degli equilibri di bilancio. Il consiglio Comunale - continuano - sia messo nelle condizioni di determinarsi e il presidente del Consiglio diffidi formalmente il Sindaco e la Giunta, mettendo a conoscenza l’assessorato regionale alle Autonomie Locali, del comportamento dilatorio e colpevole di Cammarata, che intende creare in modo strumentale un disagio al Consiglio Comunale che deve adottare gli atti necessari al riequilibrio di Bilancio”.

Anche dall’opposizione di centrosinistra, il capogruppo di Un’Altra Storia, Nadia Spallitta, dichiara: “la proposta degli uffici di utilizzare per il pareggio 23 milioni di euro derivanti dal raddoppio Irpef 2009 deliberato di recente dalla giunta è a mio avviso difficilmente percorribile, intanto per l’illegittimità del raddoppio dell’addizionale Irpef ed inoltre perché su di esso pende un ricorso giurisdizionale, cioè la probabilità di annullamento anche di questa delibera. La conseguente possibilità è proprio lo scioglimento del Consiglio per i prossimi tre anni, con Cammarata che rimarrebbe da solo a governare la città”.

“Sono chiaramente soddisfatta della sentenza del Tar che ha annullato una tassa ingiusta come l’aumento Tarsu – conclude la Spallitta – ma non posso non leggere nell’assenza di ogni reazione da parte del Sindaco rispetto alla sentenza del Tar che ha determinato il disequilibrio del bilancio 2009, un chiaro sintomo di un intendimento politico rivolto allo scioglimento di un Consiglio che è diventato scomodo, ribelle e non più funzionale”.