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Arte

Le opere di Enrico Manera
al Caffè Guerbois


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enrico manera, Galleria d’Arte Caffè Guerbois, palermo, Zapping
E' stata inaugurata, sabato scorso, alla Galleria d’Arte Caffè Guerbois (Via Valdemone 35 B, Palermo) la mostra “Enrico Manera ‘80 ‘90 / Opere su carta”. Un nutrito numero di opere realizzate con svariate tecniche: dai colori acrilici al collage, dalla grafite agli inchiostri, rappresentano il mondo complesso dell’artista romano.

“Artista dal temperamento onnivoro, la cui opera svela una vena che sembra una sequenza da 'blob'. In una forma di citazione continua, Enrico Manera parte da lontano: lungo la strada rivisita, mischia, contamina. Una sorta di prestidigitazione applicata al braccio e alla mente”. Nelle opere in mostra, per lo più realizzate tra gli anni Ottanta e Novanta, ricerche complesse si intrecciano e consolidano, pur declinandosi attraverso stili e tecniche differenti. Risultati visivi dissimili e risvolti emozionali diametralmente opposti si confrontano in un’attenzione, originale e raffinata, alla comprensione e alla sperimentazione delle potenzialità del linguaggio artistico moderno e contemporaneo.

Enrico Manera è nato ad Asmara nel 1947; vive ed opera a Roma. È un artista romano, formatosi negli anni ‘70 alla cosiddetta “Scuola di Piazza del Popolo” della quale i maggiori esponenti furono Mario Schifano, Franco Angeli, Tano Festa. Nonostante la differenza d’età con il maestro Schifano, tra i due ci fu una grande intesa e collaborazione ed anche uno scambio di ritratti. Manera ha un temperamento onnivoro, tutto ciò che vede mischia, contamina, metabolizza, il tutto reso in un turbinio di colori e con una personale rielaborazione. La prima uscita nelle arti visive è del 1975 dove presenta delle sculture astratte, ma è in occasione della mostra, che si tiene nel 1977 in compagnia di Schifano, Testa, Accardi ed altri, che la critica comincia ad interessarsi al suo lavoro; fino ad arrivare negli Stati Uniti nel 1980 dove esporrà a più riprese e dove aprirà un suo studio a San Francisco. L’artista ha cavalcato e utilizzato il filone del “Pop italiano”, pur avendo sempre rifiutato questa definizione, ed essendo il più giovane tra gli artisti di questa corrente, si sente ultimo erede della materia, del colore, del “non finito”, pur sempre distanziandosi con una punta di ironia. Anche se talvolta si è occupato di manifestare, attraverso la sua opera, contro temi importanti quale, ad esempio, la pena di morte: infatti, nel 1993 ha realizzato il ciclo della “Sedia elettrica” con il quale la freccia ha raggiunto il bersaglio, arrivando nelle capitali di mezza Europa fino al parlamento europeo di Bruxelles. Manera è un artista di oggi, specchio della nostra società e precorritore dei tempi futuri, comprende che è superfluo aggiungere altre immagini e le riproduce dando una comunicazione immediata attraverso l’utilizzo di colori, di personaggi fantastici, di macchine, di bandiere, con applicazioni di elementi luminosi, quali neon e leds di forte impatto per chi li osserva.

La mostra rimarrà aperta sino al 20 giugno 2009.