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Palermo, riequilibrio del bilancio comunale

Il balletto delle cifre


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Tra rumors e mezze parole, continuano le lotte intestine a palazzo delle Aquile in merito alla manovra per il risanamento del buco di bilancio in Comune. Dopo l'incontro di ieri tra il primo cittadino e le organizzazioni sindacali, arriva a gran voce il "niet" dall'opposizione ormai formata da Pd, Italia dei Valori, Un'Altra Storia e Mpa M.D.P

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bilancio, comune palermo, consiglio comunale, riequilibrio, Politica
Tra rumors e mezze parole, continuano le lotte intestine a palazzo delle Aquile in merito alla manovra per il risanamento del buco di bilancio in Comune. Dopo l'incontro di ieri tra il primo cittadino e le organizzazioni sindacali, arriva a gran voce il "niet" dall'opposizione ormai formata da Pd, Italia dei Valori, Un'Altra Storia e Mpa. "La manovra presentata da Cammarata ai sindacati è immorale. Sia chiaro che se le basi da cui si parte sono queste, il dialogo è impossibile - ha detto il capogruppo del Pd in Comune, Davide Faraone - non si può pensare che la manovra si fondi sulla "speranza" che i cittadini non chiedano il rimborso per la Tarsu pagata iniquamente negli anni precedenti".

Sempre in merito alla manovra di riassestamento del disequilibrio in bilancio, Nadia Spallitta (Un'Altra Storia), rincara la dose, ipotizzando che il vero intento del sindaco sia "lo scioglimento del solo consiglio comunale, per governare da solo la città". A dimostrazione della sua tesi, la Spallitta aggiunge: "Non si ha certezza neanche sulla reale consistenza del disequilibrio che da 150 milioni è passato a 50 milioni, mentre oggi si parla di una manovra correttiva di circa 10 milioni per il 2009, alla quale si poteva far fronte con una semplice delibera di assestamento del bilancio".

Sulla stessa linea anche Cosimo D'Arrigo dell'Mpa. "L'allarme che si è voluto creare, annunciando prima 150 milioni e poi 50 milioni di squilibrio del bilancio - ha detto - è stato usato per mettere in difficoltà il consiglio comunale e i consiglieri. Se la manovra finanziaria sarà quella di recuperare 10-12 milioni di euro annui per tre anni, tutto si fa più semplice: facciamo innanzitutto i tagli sulle consulenze, sugli incarichi ad esperti e azzeriamo la cosiddetta pubblicità istituzionale".

Per quanto riguarda l'Irpef, invece, il Pd minaccia l'ostruzionismo in aula qualora non avvenisse il ripristino del vecchio canone. Sulla stessa scia Ferrandelli, Idv, che annuncia "il gruppo non permetterà di votare in sede di Consiglio Comunale l'approvazione del riequilibrio di bilancio se non verrà prima approvata la delibera del centrosinistra che cancella l'aumento dell'addizionale Irpef".