Live Sicilia

Dal blog Sud

Lombardo, la mafia e Travaglio


Articolo letto 705 volte

di GIANFRANCO MICCICHÈ. Ciò che ho letto sul “Fatto”, il nuovo giornale di Marco Travaglio, mi lascia letteralmente a bocca aperta. Si parla di indagini su Raffaele Lombardo, per fatti accaduti addirittura negli anni ottanta, cioè per presunti suoi rapporti col mafioso latitante, Nitto Santapaola.


, Cronaca, Politica
di Gianfranco Micciché

Ciò che ho letto sul “Fatto”, il nuovo giornale di Marco Travaglio, mi lascia letteralmente a bocca aperta.

Si parla di indagini su Raffaele Lombardo, per fatti accaduti addirittura negli anni ottanta, cioè per presunti suoi rapporti col mafioso latitante, Nitto Santapaola. Il tutto nasce dalle dichiarazioni di un pentito, tale Avola, il quale, dopo l’elezione di Lombardo a Governatore, sostiene di aver visto la sua foto sui giornali e di averlo riconosciuto, facendo peraltro delle ricostruzioni confusionarie e approssimative, del tipo: “Lombardo forse non aveva i baffi, guidava una Ferrari”.

Il Governatore viene comunque iscritto nel registro degli indagati. La Procura comincia a fare le sue indagini, ma non riesce ad avere riscontri alle dichiarazioni del collaborante, cosicché il Procuratore etneo, D’Agata, chiede l’archiviazione. La richiesta viene respinta dal Gip, Antonio Caruso, il quale chiede nuove indagini. Le indagini vengono riaperte (“come atto dovuto”), la Procura fa il supplemento d’indagine, ma anche questa volta non emergono significativi riscontri. Di fatto, però, ancora oggi l’inchiesta è aperta e il Gip molto candidamente liquida la questione, dicendo che “gli atti sono rimasti in stand by per carenza di personale, nulla di più”.

Quindi, riassumendo: Travaglio, rispolverando una vicenda, per stessa ammissione dei PM, penalmente irrilevante, cerca di fare apparire Lombardo come un amico dei mafiosi, peraltro pubblicando un pezzo che (lo sa benissimo) non fa informazione, perché è una vicenda che in Sicilia conoscono tutti; e tutti sanno essere, questa, una vicenda ormai conclusa, anche se formalmente non lo è, ma solo perché i relativi atti (ricito testualmente) “sono rimasti in stand by per carenza di personale”.

Furbo questo Travaglio! Mente sapendo di mentire e sapendo di non poter subire querele, visto che formalmente (solo formalmente) Lombardo risulta ancora indagato. Furbo! E anche vigliacco, perché lo fa in un momento in cui il Governatore siciliano si trova a dover subire un attacco concentrico da parte di chi evidentemente mal digerisce il suo grande sforzo riformatore, mal digerisce i tagli alla sanità, la razionalizzazione della spesa regionale, gli interventi su formazione, apparati burocratici, ecc. Non solo, ma, trattandosi d’indigestione bipartisan, sa pure di avere meno fronti, sul piano politico, da dover contrastare.

E bravo Travaglio! Adesso me lo immagino ad Annozero, seduto sul suo scranno di predicatore, bello, fresco e pettinato, che sputa la sua quotidiana dose di veleno calunnioso, per poi sbandierare, dietro quel suo sorrisino “sinistro”, il principio sacro ed inviolabile della libertà di stampa. Proprio lui, che ancora una volta (l’ennesima) ha violato e violentato quel principio, utilizzando a suo uso e consumo non una notizia giornalistica, ma una vicenda arcinota, che, con subdola maestria, ha fatto diventare una notizia, degna del più volgare giornalismo, infamante e calunnioso.

Ma non è mica colpa sua, sapete? Il problema è che a questi qua nessuno ha mai spiegato cos’è la libertà di stampa, nessuno ha mai spiegato che libertà di stampa è essere liberi di scrivere ciò che si vuole, purché ciò che si scrive risponda alla verità sostanziale dei fatti, senza che questi vengano modellati, plasmati e riproposti secondo l’utilizzo che se ne vuol fare, peggio, secondo l’obiettivo che s’intende colpire. Perché quando ciò accade (ed è quanto oggi è accaduto) non è più libertà di stampa, bensì stampa spazzatura che si prende la libertà di infangare, calunniare, demonizzare, colpire.

Ma la verità, se vogliamo dirla tutta, è che nessuno ha mai spiegato a questi qua che cos’è la libertà. “La libertà non è uno spazio libero, è partecipazione”, diceva Gaber. E’, cioè, esserci e consentire agli altri di esserci. La libertà è una straordinaria prerogativa, di cui, vivaddio, ognuno di noi gode e che, tuttavia, possiamo esercitare solo nella misura in cui ciò non comporti la limitazione o, peggio ancora, la privazione del libero godimento dei diritti da parte degli altri.

Ebbene, io credo che oggi  Raffaele Lombardo sia stato volgarmente e subdolamente privato del suo diritto a non essere infamato.

(Pubblicato su Sud, il blog di Gianfranco Miccichè)