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Sanità, caso Mazzarino

Orlando bolla Schifani
"Iniziativa strumentale"


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Il presidente della commissione parlamentare sugli errori sanitari parla di "strumentalizzazione estranea alle regole parlamentari" da parte del presidente del Senato. Renato Schifani aveva anticipato alcuni contenuti degli atti della commissione in contrasto con quanto sostenuto dagli ispettori regionali. "Ritengo doveroso - ha spiegato Orlando - informare il presidente della Camera Gianfranco Fini, dal quale mi recherò con l'Ufficio di presidenza della Commissione".

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"Un'iniziativa di strumentalizzazione estranea alle regole parlamentari e alle delicate competenze di una Commissione parlamentare d'inchiesta". Così Leoluca Orlando, presidente della Commissione parlamentare d'inchiesta sugli errori sanitari, bolla l'iniziativa del presidente del Senato, Renato Schifani, che aveva letto pubblicamente atti della commissione che erano in contrasto con quanto relazionato dagli ispettori dell'assessorato regionale alla Sanità. Il caso è quello dell'ospedale di Mazzarino e della morte del giovane Filippo Li Gambi.

"Ritengo doveroso - ha spiegato Orlando a margine di un'audizione dell'assessore alla Sanità della Regione Sicilia, Massimo Russo, in Commissione sugli errori sanitari - informare il presidente della Camera Gianfranco Fini, dal quale mi recherò con l'Ufficio di presidenza della Commissione".

Orlando ha inoltre reso nota una lettera scitta dall'assessore alla Sanità, Massimo Russo, in cui esprimeva "il profondo stupore per aver appreso dalle irrituali anticipazioni del presidente del Senato, che la Commissione avrebbe già maturato un preciso convincimento sulle responsabilità in ordine alla tragica morte del giovane Filippo Li Gambi, tanto che sul punto sarebbe già stata predisposta una relazione". Queste anticipazioni, ha sottolineato l'assessore, "contrasterebbero con quelle rassegnate sulla vicenda dagli ispettori inviati dall'assessorato regionale per la Sanità, le cui relazioni sono state già trasmesse alla Commissione da Lei presieduta e alla Procura della Repubblica di Gela che ne aveva fatto espressamente richiesta".