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L'Idv all'attacco del sindaco e della giunta

"Ha violato la legge
Ora vada a casa"


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diego cammarata, leoluca orlando, Cronaca
"Quella che stiamo per presentarvi è "un'operazione di serenità". Un Leoluca Orlando serafico ha consegnato alla stampa una lista di 32 punti, attraverso i quali Idv denuncia presunte gravi violazioni di legge da parte del sindaco e della giunta di Palermo.

"Con decreto del Presidente della Regione  su proposta dell'assessore regionale per gli enti locali, il sindaco, [...], i componenti dei consigli e delle giunte [...] possono essere rimossi quando compiano atti contrari alla Costituzione o per gravi e persistenti violazioni di legge". È questo il primo comma della legge regionale 48/1991, a cui si è appellata Italia dei Valori presentando l'esposto per chiedere la rimozione del sindaco e della giunta.

Nei 32 punti presentati a favore della loro tesi, i consiglieri comunali di Idv, il senatore Fabio Giambrone e Leoluca Orlando chiedono all'assessore regionale agli enti locali, Caterina Chinnici e al presidente Lombardo di verificare la ricorrenza grave e persistente della violazione di legge. Conseguenza dell'esposto, nel caso in cui alcuni dei punti presentati fossero verificati dall'assessorato regionale agli enti locali, sarebbe la rimozione del sindaco e della giunta. I suddetti amministratori riceverebbero inoltre come sanzione amministrativa il divieto di candidarsi a qualunque carica pubblica nei successivi 5 anni.

Tanto ottimismo sugli esiti dell'esposto, nelle stanze di Italia dei Valori. Orlando e i suoi, infatti, si appellano a un precedente che, in caso di verifica delle violazioni, costringerebbe assessorato e presidenza regionale a procedere: nel 2008, infatti, si è già verificata una situazione analoga, che ha visto protagonista l'allora sindaco di Favignana. Il primo cittadino dell'isola, davanti al procedimento amministrativo avviato tramite decreto presidenziale, cercò la via delle dimissioni per non incorrere nei 5 anni di incandidabilità. Quella volta non gli furono accordate le dimissioni perchè il procedimento era già avviato.

Tutto questo si inserisce in un quadro più ampio, alla vigilia dell'ennesimo consiglio comunale 'caldo'. A giorni, infatti, i rappresentanti della città si riuniranno per discutere l'approvazione della manovra salva-comune, che dovrebbe ripristinare l'equilibrio di bilancio. La maggioranza all'opposizione ha già preannunciato che non intende votare la manovra deliberata in giunta e che prevede ulteriori tagli ai settori sociale e culturale.

Qualora entro il prossimo 6 novembre non si arrivasse a votare il riequilibrio di bilancio, entrebbe in campo un commissario al quale verrebbero delegate una serie di funzioni, tra le quali quelle del consiglio comunale (che ha competenza esclusiva in materia di bilancio). In soldoni, se di qui alle prossime 3 settimane il disequilibrio non sarà sanato, si attiverebbe la procedura che porterebbe al commissariamento del consiglio, mantenendo in carica sindaco e giunta. Al contrario, se l'assessorato regionale agli enti locali confermasse le accuse presenti nell'esposto di Idv, dalla regione si procederebbe alla rimozione di sindaco e giunta, mentre il consiglio resterebbe in carica fino a nuove elezioni. O la giunta o il consiglio: il conflitto in quel di palazzo delle Aquile è arrivato alla frutta. A questo punto bisogna solo capire a chi spetterà l'amaro.