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Parla il preside dell'istituto "Falcone" dello Zen

La sedia che vola a scuola:
"E' stato solo un incidente"


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incidente, scuola, zen, Cronaca
La professoressa di Lettere chiede ai suoi alunni di fare silenzio e di prendere posto tra i banchi per iniziare la lezione e uno studente, sferrando un calcio a una sedia, la colpisce ferendola. È accaduto ieri in una classe di terza media superiore nell’istituto Giovanni Falcone, allo Zen a Palermo.
L’insegnante è stata trasportata al pronto soccorso dell’ospedale Villa Sofia, dove le è stato diagnosticato un trauma contusivo all’alluce del piede sinistro con una prognosi di dieci giorni.
"Trascorsi i primi concitati momenti - spiega il preside Domenico Di Fatta - la docente, ricostruendo la dinamica dell’avvenimento, ha chiarito che si è trattato di un incidente involontario. Il ragazzo infatti ha reagito in quel modo per caso ma anche per abitudine. I nostri studenti sono soliti a reazioni di questo genere, ogni giorno ci scontriamo con la loro aggressività e con i loro modi di fare poco ortodossi".
Quali misure disciplinari verranno prese contro il ragazzo?
"Sicuramente verrà punito per il gesto compiuto, ma non adotteremo un provvedimento disciplinare grave perché il ragazzo non ha agito intenzionalmente. Quanto verificatosi ieri potrebbe accadere ogni giorno a ciascun insegnante, ma anche ad ogni studente. Quotidianamente i ragazzi lanciano oggetti – qualunque oggetto si trovino tra le mani – anche fuori dalle finestre. Il nostro scopo è quello di punire atteggiamenti di questo tipo ogni giorno e non solo se e quando viene colpito o ferito qualcuno. Noi tentiamo infatti di educarli ad un comportamento meno aggressivo. Non è semplice, i nostri studenti non si preoccupano neppure della bocciatura".
Che ruolo svolgono le famiglie?
"Tentiamo il più possibile di coinvolgere le famiglie, la cui collaborazione è fondamentale. Nel caso specifico di questo episodio, infatti, non assumeremo un atteggiamento esemplare in quanto stamattina spontaneamente è venuto il padre del ragazzo a scuola a scusarsi per il gesto compiuto dal figlio e questo, in una realtà come la nostra, è molto significativo".
Qual è la normalità della vostra scuola?
"La nostra quotidianità è scandita da continui atteggiamenti violenti da parte degli alunni. Sono ragazzi che vivono una realtà fatta di degrado ambientale e morale. Convivono con la spazzatura, con le carcasse delle automobili incendiate e con la totale assenza di regole. Non fanno altro che riprodurre a scuola i comportamenti che sono abituati a vedere e subire all’esterno".
Che ruolo svolge la scuola?
"Tentiamo in ogni modo, nei liti delle nostre possibilità e degli aiuti che riceviamo da parte delle istituzioni, di coinvolgere gli studenti in attività extracurricolari, soprattutto di carattere sportivo, che li trattengono a scuola tutti i pomeriggi dal lunedì al venerdì. Abbiamo in cantiere un progetto, 'La cittadella dello sport', per la cui realizzazione è necessaria la costruzione di una pista di atletica, una di salto in lungo, una pista di minibasket e una di minivolley. La scuola è fornita di un campo di calcio che ci ha permesso di creare una scuola calcio e auspichiamo che presto venga ripristinata la palestra della scuola, soggetta più volte ad atti di vandalismo".