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Si apre la stagione delle proteste

Università, torna l'Onda
(ma non sta tanto bene)


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di MARCO NUZZO Le acque di viale delle Scienze tornano ad agitarsi. A un anno di distanza dalla prima mobilitazione torna, infatti, l'Onda anomala, il movimento studentesco nato per protestare contro la politica del Governo di centrodestra su scuola e università. (nella foto d'archivio una manifestazione anti-Gelmini)

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, Cronaca
di MARCO NUZZO Le acque di viale delle Scienze tornano ad agitarsi. A un anno di distanza dalla prima mobilitazione torna, infatti, l'Onda anomala, il movimento studentesco nato per protestare contro la politica del governo di centrodestra su scuola e università.
 Oggi alle 10 è prevista un'assemblea di facoltà a Lettere e filosofia, ma in tutto l'Ateneo palermitano i militanti cercano di risvegliare l'attenzione dei colleghi: "Gli studenti sono poco informati sulle scelte che questa maggioranza sta facendo rispetto all'istruzione e al mondo universitario – dice Giorgio Martinico studente di Scienze storiche ed esponente dell'Onda –. Provvedimenti come la riforma della scuola primaria, il blocco delle assunzioni e i tagli all'università, nonché la possibilità riconosciuta agli atenei dalla famigerata Legge 133 di trasformarsi in fondazioni di diritto privato".
 A suscitare ulteriori preoccupazioni sono anche le novità che ancora sono in discussione ma che già si profilano all'orizzonte del mondo accademico. "Circola già la bozza di riforma degli organi di governo dell'università messa a punto dal ministro dell'Istruzione Gelmini e per noi studenti non c'è da star tranquilli – prosegue Martinico –. Essa prevede la riduzione della rappresentanza studentesca in Senato accademico e nel Consiglio d'amministrazione, dove peraltro potranno sedere personalità estranee agli atenei, e concede più poteri al Rettore: sembra proprio una riforma in senso presidenzialista".
 Su questi argomenti, ammette il militante dell'Onda, al momento non c'è l'attenzione mediatica dell'anno scorso: "Speriamo di sensibilizzare di più ragazzi e docenti e raggiungere quei livelli di mobilitazione che possano farci conseguire l'obiettivo di fermare lo smantellamento dell'università pubblica". Intanto il movimento si ritroverà a fianco dei Cobas venerdì in occasione dello sciopero generale.
 Eppure, l'Onda anomala, dopo un anno, sembra aver perso un po' della sua forza d'urto, dal momento che alcune importanti componenti della protesta dello scorso autunno oggi si defilano. È così per i ragazzi del Movimento degli universitari e per l'Udu, il sindacato degli studenti vicino alla Cgil. Se i primi attraverso il loro responsabile Francesco Citarra puntano il dito "sull'impostazione confusa e poco concreta dei collettivi che si stanno mobilitando", l'Unione degli studenti si dichiara estranea all'elaborazione della protesta e annuncia di non voler partecipare alla manifestazione dei Cobas.
 "Non ci riconosciamo nella modalità dell'Onda di rivendicare i diritti degli studenti – afferma Marco Sucameli, coordinatore dell'Udu – Mentre i nostri colleghi dei collettivi rifiutano il sistema delle rappresentanze nei Consigli di facoltà e negli organi superiori, l'Università di Palermo ha tante questioni urgenti dalle quali bisognerebbe partire: l'aumento delle tasse a seguito della rimodulazione delle fasce di reddito, a fronte di servizi scadenti; un centro di orientamento e tutorato che non funziona e crea problemi che poi devono risolvere le segreterie; la carenza di aule. Noi abbiamo deciso di discutere di tutto questo insieme al Rettore Lagalla in un'assemblea d'ateneo che si terrà alla facoltà d'Ingegneria il 29 ottobre alle 15".