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I verbali di Spatuzza

La minaccia dei boss:
"Parliamo con i giudici"


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Sono tre i passaggi chiave dei verbali depositati stamane al processo d'Appello al senatore Marcello Dell'Utri. Si tratta di tre incontri che Gaspare Spatuzza (nella foto all'epoca dell'arresto) racconta ai pm Antonio Ingroia, Nino Di Matteo e Lia Sava, lo scorso 6 ottobre.

Il primo si svolge a Campofelice di Roccella. Si stava programmando l'attentato ai carabinieri allo stadio Olimpico di Roma e si era già compiuta la strage di via dei Georgofili, a Firenze. Il dichiarante sostiene di aver espresso la sua perplessità a Giuseppe Graviano su questi “morti fuori dalla Sicilia”, in particolare perché a Firenza era morta anche una “picciridda”. “Graviano mi disse che da quei morti avremmo tratto tanti benefici a partire dai carcerati”. Fu in quel momento che Spatuzza comprese della “trattativa”. “A me e a Lo Nigro chiese se capivamo qualche cosa di politica” segue il dichiarante dicendo che Graviano disse loro di organizzare l'attentato ai carabinieri. Un attentato che aspetta però che sia dato il “via” definitivo.

Nel gennaio del 1994 “mentre preparavo l'attentato mi viene detto che dovevo potenziarlo – prosegue Spatuzza nell'interrogatorio - Dovevo aspettare un nuovo incontro con Giuseppe Graviano a Roma, incontro che avvenne... lo incontrai insieme allo Scarano (condannato stragi, ndr) che non ha assistito.. che avvenne all'interno di un bar (...) in via Veneto. Il Graviano era molto felice disse che avevano ottenuto tutto e che queste persone non erano come quei 4 crasti di socialisti. Le persone grazie alla quale... erano Berlusconi e c'era di mezzo un nostro compaesano, Dell'Utri (...) Graviano mi disse che grazie alla serietà di queste persone noi avevamo ottenuto quello che cercavamo. 'Ci siamo messi il paese nelle mani' disse”.

Il terzo episodio si svolge in carcere, in un incontro fra Filippo Graviano e Gaspare Spatuzza. "Dobbiamo fare sapere a Giuseppe (inteso Graviano, ndr) se non arriva quello che deve arrivare è bene che anche noi cominciamo a parlare con i magistrati". Era il 2004. Il segnale, secondo il pg Nino Gatto, che la trattativa è ancora aperta.

Perché Spatuzza ha parlato solo ora? "Non ho riferito subito le cose riguardanti Berlusconi perché intendevo prima di tutto che venisse riconosciuta la mia attendibilità su altri argomenti ed anche per ovvie ragioni inerenti la mia sicurezza e per non essere sospettato di speculazioni su questo nome nella fase iniziale, già molto delicata, della mia collaborazione" ha detto ai magistrati il killer dei Graviano.