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L'intervista su "Il Palermo" in edicola

Pizzul: "Zenga, che scavezzacollo..."


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Bruno Pizzul risponde al telefono: “Buonasera”. Uno chiede, così tanto per babbiare: scusi, Bruno Pizzul? Ma tanto l’hai capito che stai già parlando con lui. Chi altri potrebbe rispondere al telefono con quella voce, come se dicesse: “Gentili telespettatori...”. E vai con lo schermo, con le sovrapposizioni delle maglie azzurre sul fondale delle disgraziatissime Notti Magiche. Chi scrive, poi, serba un ricordo speciale di una precedente intervista. Sempre Pizzul, sempre una di quelle chiacchierate in cui il maestro delle telecronache è solito mostrare una cortese disponibilità. E mentre parlavamo, un colpo di tosse, un altro: “Scusi, ho un attacco d’asma”, disse. Clic. Il grande Pizzul con l’asma. Era una telefonata ma pareva la finale della coppa del mondo in diretta, interrotta dalla tosse. La suggestione fu impressionante. Niente colpi di tosse, stavolta.
Bruno Pizzul, ha visto il Palermo?
“Diciamo che l’ho ammirato davvero tanto”.
Dove può arrivare?
“Ha le carte in regola per disputare un campionato di alta classifica. la squadra si esprime a livelli notevoli. Lo dimostrano il buon gioco e i successi. I ragazzi rosanero sanno essere belli e concreti in campo”.
Ai ragazzi tocca il duetto Udinese-Inter.
“Difficile, ma se la caveranno”.
Lei conosce Zenga.
“Walter, come no?”.
Cosa pensa di questo ennesimo tuffo. Dalla porta alla panchina?
“Io andavo un po’ al seguito dell’opinione generale. Walter è stato uno splendido portiere, un atleta unico nel suo ruolo. Francamente non pensavamo che potesse diventare un bravo allenatore. Invece si sta comportando bene”.
Come mai non pensavate che...?
“Era, insomma.... uno scavezzacollo. Perché sospira?”.
Il termine ‘scavezzacollo’. Mi riporta in pieno trip da telecronaca.
“Le stavo dicendo: Walter è stato molto bravo. Ha affrontato una gavetta impegnativa, è uno che sa leggere alla perfezione le partite e riesce a cambiare tattica in tempo”.
Peccato per quel gol di Caniggia.
“Povero Walter. Fu una rete maledetta. Anche perché Caniggia non è che fosse molto abile di testa. Non si capirono tra portiere e difesa”.
Bruno Pizzul raccontò quel mondiale che avremmo meritato.
“Era una Nazionale fortissima”.
Caniggia segnò e rovinò la festa azzurra.
“Maledetto gol”.