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Narrativa

In libreria "I campieri di Cristo"
Nuovo romanzo di Nonuccio Anselmo


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Il giornalista Nonuccio Anselmo torna in libreria con un suo nuovo romanzo edito da La Zisa: “I campieri di Cristo”. Il romanzo - come gli altri due precedenti dello stesso autore (“Farmacia Bisagna” e “I leoni d’oro”) - si nutre delle suggestioni della provincia, di un altro mondo al crepuscolo, quello della fine degli anni Cinquanta del Novecento, che sta per essere cancellato dal boom economico e dal benessere.
Sono comunque ancora anni duri, in cui - pur se ormai lontani - non sono stati dimenticati le lotte per la terra con l’occupazione dei feudi e il sangue dei capipopolo assassinati dalla mafia e dal potere rurale. Un potere che in questo mondo al crepuscolo si identifica ancora nei nobili “feudatari”. E sono proprio loro, in questo paesino annegato nel feudo, a gestire anche i riti della Passione e del Venerdì santo, affidati alla loro confraternita, la compagnia dei Bianchi della Maddalena. In altri termini, sono anche i padroni di Cristo, della statua che ogni anno si va ad appendere alla croce, che non può essere toccata dai componenti delle altre confraternite di braccianti e artigiani. Così si accende un altro scontro, perché - sostengono  questi ultimi - Cristo è di tutti. Scontro che si concluderà con il “furto” del Cristo da parte dei “Rossi”, i più accesi antagonisti dei “Bianchi”.
Questa storia viene raccontata sbirciando tra gli appunti di un vecchio maestro in pensione, estensore di un diario quotidiano con la Storia e le storie del suo paese. In quel diario, però, c’è quasi tutto, ma non tutto. Perché accanto alla vicenda principale, altre più private se ne insinuano nello scontro tra i due ceti. E qui è bene cominciare a tacere per non togliere ai lettori il gusto dei numerosi colpi di scena che concludono un racconto corale alla fine del quale i “nobili” scopriranno che il loro tempo è finito perché il potere ha preso altre strade. Insomma, scopriranno d’essere diventati “popolo”.