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Armao sui termovalorizzatori:
"Nessuna parcella milionaria"


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“La mia attività di amministratore è trasparente ed ho operato nell’esclusivo interesse dei siciliani, e  per dimostrarlo ho ritenuto di darne ampia illustrazione con memoria depositata alle Procure della Repubblica di Palermo e della Corte dei conti che potranno accertare le questioni che ho rappresentato e le condotte degli attori, a diverso titolo coinvolti”. 
Lo afferma l’assessore regionale alla Presidenza, Gaetano Armao. Che aggiunge: “Questa mattina, dopo aver depositato tali atti e riferito in Giunta, posso rispondere ad attacchi scomposti e ad alcuni quesiti posti dalla stampa, nell’esclusivo rispetto dei lettori, pur di fronte a talune notizie diramate senza adeguato diritto di replica, se non quando sono sorte domande ovvie per le ombre artatamente diffuse”.
          “In primo luogo - dice l’assessore - in risposta alle questioni prospettate nel dibattito in Assemblea, preciso che non ho né in proprio, né tramite terzi, alcun interesse all'andamento dei titoli Actelios e di qualsiasi altra delle società già concessionarie dei termovalorizzatori in Sicilia. Nessuna ipotesi di insider trading o aggiotaggio quindi”.
         “Non ho riconosciuto - prosegue Armao - né avrei avuto competenza a farlo, alcun risarcimento a chiunque. Semmai, in rettifica ad una distorta interpretazione della posizione del Governo, pubblicata dal Sole 24 Ore (ed adesso utilizzata nei giudizi intentati dalle Società), ho chiarito che la delibera di Giunta di annullamento delle convenzioni era atto dovuto, senza poter negare in toto ogni riconoscimento di ristoro per aver partecipato in buona fede ad un bando, poi annullato per errore della pubblica amministrazione.
Singolare coincidenza: la pubblicazione di tale articolo è avvenuta, dopo alcuni giorni, in contemporanea a una conferenza stampa dei vertici Falck che hanno presentato importanti programmi di sviluppo e di investimento”. 
         “Nel corso della Giunta regionale dell’11 settembre - dice sempre l’assessore - ho, e per primo, sollevato il tema della nullità delle convenzioni tra Regione e le società che avrebbero dovuto realizzare i termovalorizzatori conseguenza della sentenza della Corte di Giustizia, questione che preclude il risarcimento. Conclusione poi votata all’unanimità dalla stessa Giunta”.
        “Ho agito - si chiede e chiede Armao - nell’interesse pubblico o per favorire altri? Affermo quindi di non aver fatto alcun riferimento né a risarcimenti, né a rimborsi (e ciò è stato precisato alla Reuters, una delle più importanti agenzia di stampa economica del mondo). Semmai, ho ribadito ciò che è previsto da diversi atti regionali, anche di Giunta, anteriori al mio insediamento e per correggere una distorta informazione giornalistica secondo la quale la Regione negava ogni ragione alle concessionarie, che avrebbe potuto costituire (com’è poi avvenuto in sede giudiziale) elemento di attacco contro la Regione. Un’analisi approfondita avrebbe evitato ricostruzioni affrettate”.
        “Ricordo - sottolinea l’assessore - che su mia iniziativa, e in stretto raccordo con il Presidente della Regione, il Ministero dello Sviluppo economico (MISE) si è nuovamente pronunciato sulla questione del Cip 6, ovvero dell’enorme contributo finanziario ai termo-valorizzatori che li rende economicamente sostenibili (circa 4 miliardi di euro). Prima dell’intervento chiarificatore del MISE, si postulava, sbagliando, che, detto contributo fosse ineludibilmente correlato ai 4 impianti delle società realizzatrici dei termovalorizzatori in Sicilia, sicché, nel caso di modifica di numero, localizzazione, etc. la Regione avrebbe perduto i 4 miliardi del Cip 6”. 
            “Il MISE,  su sollecitazione mia e del Presidente della Regione - afferma Armao - ha chiarito che il Cip 6 è collegato alla Regione e non ai singoli impianti (come sostenuto dalle società adesso anche negli atti di citazione già notificati). Ciò ha anche comportato che la Regione, adesso, dichiarate nulle le convenzioni, può definire e realizzare un nuovo piano dei rifiuti.
“Ebbene - torna a chiedersi l’assessore - anche in questo caso, ho lavorato per la Regione o per altri? Effettuati i doverosi controlli, ho verificato che nessuna ‘parcella milionaria’ è stata mai emessa. Una previsione (su ben 24 giudizi seguiti e tutti di rilevante valore giuridico ed  economico), è stata elaborata in termini ipotetici e previsionali ed inviata alla Società di Revisione delle assistite, ben prima che divenissi assessore regionale alla Presidenza, e non credo che in merito dovessi essere autorizzato da un pur autorevole giornale”.
          “Assunta la carica di assessore regionale - ricorda ancora Armao - e dopo che ho cominciato ad occuparmi con maggiore impegno di alcune emergenze nel settore rifiuti, ho comunicato al Gruppo Falck  - con nota del 10.7.09 - che non intendevo richiedere nulla di specifico in ordine all’attività legale da me svolta per conto dello stesso Gruppo, rimettendo senza condizione alcuna il compenso all’analogo trattamento (qualunque esso fosse ritenuto) eventualmente riservato agli altri avvocati codifensori (tutti illustri giuristi). Ciò senza indicazione di tempi e modalità, in termini oggettivi e fuori da ogni interlocuzione. Mai più nessun contatto vi è stato tra lo Studio che ho lasciato e gli uffici della Falck.”.
          “Sono questi - precisa sempre l’assessore - i fatti e gli atti concreti (oltre a quelli sin qui posti nella gestione della protezione civile, dell’amministrazione regionale, dei fondi europei) sui quali deve essere misurata l’azione di Governo e non le ombre superficialmente prospettate. Diceva un grande siciliano come Giorgio La Pira che la politica è ‘la più grande delle attività terrene perché è l’organizzazione del mondo e l’orientamento di tutta la vita’. Ho accettato di svolgere questa delicata funzione nell’interesse dei siciliani, sapendo di dover rinunciare ai miei più importanti incarichi presenti e futuri che sono diventati incompatibili; ed ho ben chiaro cosa ho dovuto lasciare - e mi si potrà dare atto che non sia la condizione richiesta a tutti per entrare in politica in questa Regione, ancorché da tecnico - ma so anche che servire la Sicilia è il più appassionante modo di essere, amministrativista, avvocato e difensore dei cittadini”.
“Ringrazio infine il Presidente Lombardo e la Giunta – conclude Armao – per avermi rinnovato apprezzamento per il lavoro svolto e fiducia sul piano personale e politico. Comunque, in esito alla mia relazione, mi è parso doveroso rimettere la delega alla Protezione civile che il Presidente ha voluto confermarmi. Pur tuttavia, per motivi di opportunità non mi occuperò di problematiche legate all’emergenza rifiuti fino a quando le Procure interessate e la Consob non avranno esaminato le memorie da me depositate”.