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L'azienda ha un passivo di 179 milioni

Comune, i conti dell'Amia fanno paura
E' la quiete... prima della tempesta


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amia, comune, conti, idv, scavone, Politica

Cielo sereno questa mattina su palazzo delle Aquile. Le risse e i malintesi delle scorse settimane sembrano ormai acqua passata, lo spauracchio del dissesto è stato cacciato via e i consiglieri possono tirare un sospiro di sollievo. Una nuvoletta all'orizzonte, però, sembra intravedersi: tra la seduta in cui è stato votato il bilancio consuntivo del 2008 e l'approvazione della manovra di riequilibrio, il CdA Amia ha approvato un bilancio consuntivo per il 2008 con un negativo di ben centosettantanove milioni di euro.
Non uno, né tra i consiglieri comunali di centrodestra che hanno approvato la manovra di riequilibrio, né tra quelli di centrosinistra e Mpa che hanno votato contro (presentando un paio di emendamenti e astenendosi dall'utilizzo di uno degli strumenti propri dell'opposizione, cioè le pregiudiziali), ha tenuto conto di questo piccolo dettaglio che, forse, avrebbe meritato di essere discusso in aula prima di votare la manovra.
Anzi, uno si. Aurelio Scavone, consigliere di IdV, ha alzato la voce e ha fatto mettere agli atti il suo dissenso. Il motivo lo abbiamo chiesto direttamente a lui: “la notizia del bilancio negativo di Amia – ha detto Scavone – è arrivata proprio tra le due sedute. Mi spiego meglio: il consiglio viene a conoscenza di un atto dirompente per gli equilibri di bilancio, in più la manovra di non è accompagnata dalle relazioni dell'assessore al bilancio, dei revisori dei conti, del ragioniere generale, come se non bastasse, il negativo Amia non viene inserito nel riequilibrio... insomma, se c'era tempo fino al 6 novembre, perché l'amministrazione non si è fermata a garantire il vero riequilibrio di bilancio, approvando, invece, una manovra non veritiera?”.

Scavone nel corso del suo intervento ha anche accennato a una nota della corte dei conti, in merito alla quale ha aggiunto: “La nota è estremamente esplicita e preferisco citarne testualmente alcuni punti: “si chiede di far conoscere quale sia l'elenco dei trasferimenti erariali aggiuntivi, atteso che gli stanziamenti previsti in bilancio ammontano ad € 392.445.726,00, mentre tra quelli indicati nel sito del ministero degli Interni ammontano ad € 297.299.598,32”. In soldoni la corte dei Conti chiede: se il ministero ha stanziato 297 milioni di euro, perché nei conti del Comune ne risultano entrati 392 milioni? Da dove arrivano, se ci sono, questi 95 milioni?”. Sugli altri punti, invece, il consigliere orlandiano precisa: “Cito sempre testualmente: “si chiede, atteso che in base alla normativa vigente le gestioni delle attuali società in house devono passare, con gara, in mani private, se e come il Comune di Palermo si sta attrezzando per tale evento e se ritiene che l'attuale carico di spesa fissa Amia sia compatibile con una gestione aziendalistica (remunerativa)”. La nota della corte prosegue poi con un ultimo punto: “si chiede se e quale piano industriale sia stato approntato per il riequilibrio della gestione economica dell'Amia, prescindendosi da mere appostazioni contabili e finanziarie”. Insomma – conclude Scavone – la sensazione che si evince dalla nota della Corte è che qualcuno stia deprezzando il valore dell'Amia per rivenderla a privati”.

Chi sono questi privati? Ma soprattutto, alla luce di quanto indicato dalla corte dei Conti, il consiglio si trovava realmente nelle condizioni di approvare la manovra di riequilibrio?