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Pdl Sicilia, parla Lombardo

"Un pungolo per il governo
ma no a secessioni"


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lega nord, pdl sicilia, raffaele lombardo, secessione, Politica
"Valuto positivamente la scelta autonomista dai partiti nazionali". Lo ha detto il governatore della Sicilia Raffaele Lombardo, commentando a margine di un convegno la scelta di 15 esponenti del Parlamento siciliano di costituire il gruppo Pdl Sicilia. "Non vedo nessuno scandalo e non si tratta di una sorpresa - ha aggiunto Lombardo - E' nata una forza autonomista, altre si stanno muovendo in tal senso. Se ci saranno fatti analoghi nelle altre regioni del sud ci sarà un movimento che non vuole essere né una secessione, né una rivoluzione, né una lotta armata".

Il presidente della Regione siciliana, Raffaele Lombardo

Il presidente della Regione siciliana, Raffaele Lombardo



Lombardo, spiegando quanto è successo nel Parlamento siciliano, ha sottolineato che "tutto il Pdl è rappresentato nell'assemblea regionale, ma c'é un pezzo che continua a remare contro". Alla domanda se la scelta scissionista rappresenterà un rafforzamento del suo governo, Lombardo ha risposto: "Lo vedremo. In una regione a statuto speciale, più si rafforza la spinta autonomista, più se ne traggono spunti di successo". E a questo proposito ha citato l'esempio della Catalogna, del Trentino Alto Adige, della Val d'Aosta: "La Val d'Aosta è al primo posto per reddito pro-capite, mentre noi siamo agli ultimi posti. E lì c'é al governo un partito di stampo autonomista".

"C'é un malessere ed una crisi del Sud che è sotto gli occhi di tutti. Il governo ha annunciato più volte un piano Marshall. Se ci sono più stimoli perché il governo nazionale faccia seguire alle parole i fatti, è solo un bene".  A Lombardo è stato anche chiesto dai cronisti quale sia l'influsso della Lega rispetto a quanto sta accadendo in Sicilia. "Su di noi - ha risposto -, nessuno è zero. Che ci sia un forte ruolo della Lega nel governo - ha poi proseguito Lombardo - è nella logica politica e dei numeri. Se si ha la forza per condizionare un alleato, lo si deve fare, altrimenti si perderebbe una chance e si sarebbe indegni del consenso degli elettori"