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Il "derby" del Pdl: 2-0 per Miccichè


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(della redazione del blog "Sud" di Gianfranco Miccichè) Una delle pessime regole di certa politica è quella di rispondere alle iniziative “non gradite” non attraverso proposte alternative e serie, bensì con dichiarazioni di circostanza spesso vacue e stupide, ma soprattutto, quel che è peggio, basate su dati, elementi e considerazioni fasulle.

E come in quelle partite di calcio molto sentite, tipo i derby, in cui agli attacchi dell’ avversario, l’allenatore, anziché preoccuparsi di risistemare la squadra e rivederne l’assetto, non ammette i propri errori e continua in quella sua tattica scriteriata, mandando i suoi allo sbaraglio. Ed è quanto accaduto ieri, con la nascita del Pdl-Sicilia.

Durante la conferenza stampa (puntualmente postata da questa redazione), i fautori dell’iniziativa hanno enucleato, a sostegno di essa, diversi concetti di politica, che possono essere condivisi o meno, ma restano pur sempre validi concetti di politica.

Qual è stata la reazione di Castiglione e Leontini? Non il contrapporre al progetto Politico (la P maiuscola non è un errore di battitura) di Miccichè, un loro progetto politico alternativo, ma il prodursi in uno slancio di politichese da dilettanti.

Partiamo da Leontini, il quale, totalmente in confusione e probabilmente male informato, ha preso di mira un fantomatico simbolo del Pdl-Sicilia, facendo riferimento a delle spilline, che una graziosa tifosa “ribelle” dalla curva (rigorosamente) Sud, lì presente, aveva in saccoccia e ha distribuito a tutti gli astanti, i quali simpaticamente sono stati al gioco!

Peccato che colui che ha fatto a Leontini il resoconto della giornata abbia dimenticato di spiegargli che quello non è il simbolo del Pdl-Sicilia, semplicemente perché nessun simbolo è stato presentato, essendo il Pdl-Sicilia, come ha ben spiegato Miccichè, un gruppo parlamentare (e gruppi consiliari) che disconosce Castiglione e Leontini, non un altro Pdl, del quale, quindi, non si disconoscono né simbolo, né leadership nazionale.

Castiglione, poi, è riuscito nell’impresa di far peggio ed ha affermato che: “In tema di rilancio del Mezzogiorno, mi fido, francamente, molto di più dell’impegno dimostrato dal presidente Berlusconi e dal ministro Tremonti, che di quello di Miccichè il quale, ricordo a me stesso, è stato anche ministro per il Sud ed oggi sottosegretario al Cipe”. Ora, ringraziamo Castiglione per il formidabile assist, degno del miglior trequartista, perché ci dà, ancora una volta, la possibilità di ricordare ciò che Micciché ha fatto per il Sud e per la Sicilia. A cominciare dalla famigerata, recente vicenda dei fondi Fas, cioè di quei 4miliardi e mezzo di euro, spettanti alla Sicilia, sbloccati solo grazie all’ostinazione del Sottosegretario con delega al Cipe.

Andando, poi, a ritroso, ricordiamo, tra le altre cose: l’apertura, per la prima volta nella storia, ai siciliani del Portone monumentale di palazzo dei Normanni, quando Miccichè era Presidente dell’Ars; da vice Ministro e Ministro, la nascita a Carini (Palermo) del Rimed, uno dei più importanti centri di ricerca al mondo, l’apertura del nuovo museo d’arte moderna e contemporanea della Regione siciliana a Palazzo Riso, l’Università Kore di Enna, l’autostrada Palermo-Messina e la CT-SR, la biennale di Venezia, la funivia di Erice …

E poi, ancora, le mille battaglie condotte tra Roma e Bruxelles, per fare arrivare denaro in Sicilia, come i 18 milioni di euro assegnati all’isola per stabilizzare gran parte dei precari siciliani o i soldi che riuscì a far stanziare per la costruzione del parco tematico di Regalbuto; per non parlare dell’intransigenza con la quale si opponeva a misure e determinazioni governative contrarie al Sud, come quando, nel 2004, minacciò le dimissioni da vice Ministro, in segno di protesta contro la Finanziaria dell’allora Ministro Siniscalco, che prevedeva il taglio dell’Irap coi soldi destinati al Sud.

Ma, anche a costo di dilungarmi, c’è una lettera, scritta nel 2004 dall’allora Governatore della Basilicata, Bubbico (uomo non di Centrodestra!), che, a parer mio, è la migliore, seppure indiretta, risposta a Castiglione: "Caro Gianfranco, in relazione a quanto Ti ho segnalato nei giorni scorsi sulla ristrutturazione finanziaria del POR Basilicata, sento di doverTi ringraziare per l’attenzione e la sensibilità che hai inteso manifestare nei riguardi della Basilicata e darTi atto ancora una volta della coerenza e della determinazione del Tuo impegno a favore del Mezzogiorno: una battaglia quotidiana tra le più ardue e faticose, che immagino quanto Ti costi in termini di energie, dato che il Mezzogiorno ha molti amici credenti e pochi praticanti. So di essere un po’ partigiano nei Tuoi confronti, ma credo che la stima e l’amicizia non mi facciano velo nel rilevare l’ampiezza e la sincerità della considerazione e dell’apprezzamento riguardo alle qualità personali e politiche di cui stai dando la più ampia riprova. Mi auguro di poterTi incontrare al più presto per ringraziarTi di persona e per aggiornare le nostre riflessioni comuni sulle opportunità e sulle criticità delle politiche di sviluppo nello scenario dell’Europa allargata. Un abbraccio" .

La speranza, da cittadini osservatori, è che Castiglione e Leontini riescano, quanto meno, a dare spessore e contenuto al dibattito politico… altrimenti qui si rischia un “cappotto” (e di “cappotti” Gianfranco Miccichè se ne intende).

Anche se, a dire il vero, da tifosi “ribelli” della curva (rigorosamente) Sud, siamo contenti di queste uscite, di questi continui autogol dei nostri “cugini” avversari: se vanno avanti così, ho la sensazione che Castiglione rimarrà Coordinatore del Pdl-Paternò e Leontini rimarrà da solo a fare il capogruppo di se stesso.

Intanto, 2 a 0 e palla al centro!… Ma a quando il triplice fischio?