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L'omicidio del piccolo Tommaso Onofri

La difesa di Alessi: "Non l'ha ucciso"
I giudici in camera di consiglio


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Mario Alessi ha partecipato al sequestro, ma non ha ucciso il piccolo Tommaso Onofri la sera del 2 marzo 2006 a Parma. Per questo, la sua difesa, rappresentata da Laura Ferraboschi, ha chiesto la derubricazione del capo di imputazione, da sequestro di persona a scopo di estorsione con morte dell'ostaggio come conseguenza voluta a morte come conseguenza non voluta. E' la richiesta fatta alla corte d'assise d'appello di Bologna che deve giudicare il muratore e la ex compagna per il sequestro e la morte del bambino.

Ferraboschi ha anche chiesto che sia tolta l'aggravante della crudeltà e che siano concesse le attenuanti generiche. Il difensore ha spiegato alla corte che bisogna accertare se "Alessi si sia macchiato dell'omicidio del bambino o se sia da attribuire a Raimondi". L'avvocato ha spiegato che il suo assistito, a differenza di Raimondi, ha evitato il giudizio abbreviato, che garantisce uno sconto di pena di un terzo, proprio per poter dimostrare la sua estraneità al delitto. "Ha confessato la partecipazione al sequestro per amore del figlio Giuseppe - ha detto Ferraboschi - è impensabile che un uomo che ama il figlio in questo modo possa aver ucciso un altro bambino".

Il sostituto procuratore generale Luigi Persico ha rinunciato alle repliche, gli imputati non hanno voluto fare dichiarazioni, e la Corte d'Assise d'Appello di Bologna, chiamata a giudicare Mario Alessi e Antonella Conserva per il sequestro e la morte di Tommaso Onofri, si è quindi ritirata poco prima delle 12 in Camera di consiglio. La decisione non è attesa prima delle 15. Mentre parlava la difesa di Mario Alessi, Antonella Conserva é stata vista più volte asciugarsi gli occhi, come se stesse piangendo. (Ansa)