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Il caso

"Montreal come Palermo"
Quando la mafia è un luogo comune


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“Montreal come Palermo” è questo il titolo che il Globe and Mail, il più importante quotidiano canadese, pone su un articolo sulla corruzione della citta del Quebec. Il giudice John Gomery ha infatti deciso di aprire un'indagine sulla corruzione di stampo mafioso nel Paese delle querce, dove aziende legate alla malavita, contratti edilizi in mano alla mafia, e politici collusi che permettono alla criminalità di gestire interamente il settore edilizio, sarebbero episodi all'ordine del giorno.este_05171435_17040
E' strano pensare come in un Paese che ha l'ossessione per il rispetto della legge, e che viene normalmente considerato tra i più civili al mondo, possano accadere situazioni del genere, gli stessi politici di destra e di sinistra abbiano allestito i loro comizi elettorali con i soldi "sporchi" della malavita.
Ma non è stato solo il Globe and Mail a paragonare la città del Quebec a Palermo. Il Toronto Star infatti non è stato da meno, titolando un articolo sulla stessa inchiesta del giudice Gomery: "E il paragone con Palermo? Non deriverà mica dall'ossessione dei quebecois per i deliziosi cannoli? No, non proprio. La città si paragona alla Palermo della mafia, non della cucina”.

L'ambasciatore italiano in Canada Gabriele Sardo, però, non ha fatto attendere a lungo il suo commento sulla vicenda, dichiarando di "sperare di vivere a lungo, così da sentire i palermitani lamentarsi della propria città e paragonarla a Montral". Da siciliano, a dire il vero, il paragone non sarebbe molto convincente. Se in Canada ci immaginano con coppole e lupare, infatti, sicuramente non conoscono la Sicilia. Probabilmente, tra ghiacci, orsi e laghi, è la mancanza del sole a non permettere loro di aprire le menti e uscire da questi inutili luoghi comuni...

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