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L'anticipo di Serie A

Catania, pari con rimpianto
Con il Napoli finisce 0-0


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Morimoto Mangiagol



A chi giova un punterello del genere ? I titolari dei massimi sistemi filosofici del bar Proust (ed anche quelli del totocalcio del Bar Sport) si scervellino per tentare di conferire un significato ad uno zero a zero che più che la classifica ha smosso le viscere e le ugole dei tifosi rossazzurri. Però poi incroci i giornalisti napoletani e li vedi soddisfatti.

Ed una collega invia al suo giornale partenopeo il seguente attacco: “Il punto raccolto al Massimino è benedetto”. E allora giova a loro, ai napoletani vestiti ieri sera di un grigio-mutandone da film western, accompagnati da una folta schiera di tifosi allegri e rumorosi. Si sono accontentati perché ai punti la partita l’avrebbero vinto sicuramente i catanesi, non fosse stato per Kamikaze-Morimoto. Lo schizzante giapponese, che col suo moto perpetuo tiene veramente in apprensione intere difese, se ne è mangiate tre di occasioni, gnam.

E che, patron Pulvirenti e direttor Lo Monaco, non lo nutrite abbastanza questo giocator del Sol Levante durante la settimana ? O è nostalgico di sushi, sashimi e pesce crudo condito con wasabi e non ne può più di pasta alla norma con melanzane fritte e ricotta salata ?

Fatto sta le rasoiate di un palleggiante Mascara fendevano alla fine del primo tempo la difesa grigiowestern da destra a manca mettendo in crisi le geometrie di Mazzarri. E un primo fendente finisce di poco a lato, e uno dice vabbè, andrà meglio. Ma quando al 41’50’’ ancora Mascara taglia la pancia degli azzurri e lancia Morimoto solo davanti al portiere, bastava solo che il giapponese spingesse la palla aldilà di De Santis affannato e già accosciato. E invece prende la mira e gliela tira addosso, nell’urlo spezzato dei quattordicimila del Cibali-Massimino che da goooollll si trasforma in ohohoh !

E nel secondo tempo manco il tempo che l’ondivago Llama snocciola un passante da altopiano andino sul primo palo di DS svantaggiato: Kamikaze arriva, incorna col collo dritto anziché deviare di quel poco che basta nel sacco, e la palla sfiora e si perde saltellando nel malinconico stupore della Curva Nord.

E già che ci siamo, non c’è tre senza quattro e il difensore Terlizzi-capelli-al-vento cicca su mischia all’altezza del dischetto e si schiaffeggia lui stesso con manate alle tempie.

Con cinque punti in più in classifica, i calciofili discetterebbero ora di gara tattica, di “Napoli imbrigliato”, e veramente qui solo un’occasione del dribblomane LaVezzi ed un tiro al volo storto di Quagliarella che dicono sia uno dei centravanti della nazionale ma forse si riferiscono ad un altro non certamente a quello visto questo pomeriggio al Cibali. Enigma Atzori ha ordito una ragnatela ordinata, i rossazzurri si son mossi diligentemente e non hanno commesso le scempiaggini difensive costate la sconfitta col Chievo.

Soprattutto cresce d’intensità Peppino Mascara, l’unico in grado col cambio di passo in grado di segnare la differenza. E quel Biagianti Marco non lesina davvero energie miste a buone giocate e senso tattico. Ma rimane il Catania squadra compassata ed ingessata: mancano l’agonismo, le folate, l’arma bianca. Per risalire la china ci vuole l’uragano, mica il venticello che soffiava stasera da tramontana ad annunziare il vero autunno.