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Le richieste dei pm Del Bene e Paci

"Condannate i Lo Piccolo,
l'avvocato, e il prestanome"


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Le parole dei pm tuonano nell'aula chiusa di piano terra del palazzo di Giustizia di Palermo. Cinque anni per Salvatore e Sandro Lo Piccolo e per l'imprenditore Pietro Mansueto; tre anni e mezzo per Marcello Trapani, l'ex legale dei boss di Tommaso Natale, oggi collaboratore di giustizia. Per lui l'accusa è di concorso esterno in associazione mafiosa, per gli altri si tratta delle fittizzia intestazione di una palazzina nella piazza di Tommaso Natale.

Per Marcello Trapani, ex procuratore di calciatori, avvocato dei Lo Piccolo e curatore dei loro interessi il pm Gaetano paci ha parlato di un comportamento grave "perché ha consentito ai Lo piccolo di potere organizzare le loro attività economiche per impiegare denaro sporco" ma che "il contributo che ha dato alle indagini giustifica un sostanzioso sconto di pena".

Al centro del processo anche la questione riguardante l'affitto di una palazzina nella piazza di Tommaso Natale. Formalmente la stessa risulta intestata a Pietro Mansueto ma, in realtà, apparterebbe ai Lo Piccolo. Sono numerose le intercettazioni in cui Mansueto chiede all'avvocato Trapani il permesso per poter affittare la palazzina a una macelleria. Di Mansueto parlano anche i pentiti secondo i quali lui stesso aveva fatto intendere che la reale propietà era dei Lo Piccolo. "Doveva passare da Rosalia Di Trapani (moglie di Lo Piccolo, ndr) per chiedere il permesso" ha tuonato Francesco Del Bene ricostruendo una delle fasi salienti della vicenda.

Lunedì prossimo sarà la volta delle conclusione dei difensori. La sentenza è attesa per il 24 novembre prossimo.