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Giornale di Sicilia condannato per condotta antisindacale


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I vertici del Giornale di Sicilia si erano opposti alla pubblicazione, nelle pagine del quotidiano, di un comunicato del comitato di redazione (il sindacato interno a ogni testata giornalistica) sulla manifestazione per la libertà di stampa avvenuta lo scorso 3 ottobre a Roma. Per questo motivo il giudice del lavoro del Tribunale di Palermo, Gianfranco Pignataro, ha ordinato al Giornale di Sicilia la pubblicazione integrale di una nota del Cdr riguardante la manifestazione tenuta a Roma il 3 ottobre scorso e indetta dalla Fnsi (il sindacato unitario dei giornalisti) in difesa della libertà di stampa. Il provvedimento, immediatamente esecutivo, ha accolto l'istanza dell'associazione siciliana della Stampa e della sezione provinciale di Palermo del sindacato dei giornalisti, assistiti dall'avvocato Roberto Croce. Il comunicato del Cdr informava che nel corso della manifestazione era stato pubblicamente ringraziato il Giornale di Sicilia perché ha assunto come corrispondente Josè Trovato, cronista minacciato dalla mafia, e criticava un commento pubblicato dal quotidiano, in cui la manifestazione veniva dipinta come una "rimpatriata degli orfani del comunismo". La direzione del Giornale di Sicilia aveva rifiutato la pubblicazione, sostenendo la natura "politica" e non sindacale del comunicato. Il giudice Pignataro ha riconosciuto la piena valenza sindacale della nota e ha affermato il diritto del Cdr di potere esprimere liberamente le proprie opinioni su una manifestazione dall'indubbia natura sindacale: "Il rifiuto opposto dal Giornale di Sicilia - si legge nel provvedimento - finisce per oltrepassare l'esercizio legittimo del dissenso in ordine ai contenuti della manifestazione indetta dalla Fnsi e si configura come una vera e propria lesione del diritto riconosciuto al Cdr dall'articolo 34 del contratto di lavoro dei giornalisti".