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Agroalimentare

La "pesca di Leonforte"
diventa Igp anche in Europa


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E’ stata pubblicata sulla Gazzetta ufficiale dell’Unione europea la domanda riconoscimento Igp per la “Pesca di Leonforte”, che interessa i comuni della provincia di Enna di Leonforte, Enna, Calascibetta, Assoro e Agira. Soddisfatto, l’assessore regionale all’Agricoltura, Michele Cimino sottolinea che “dei 170 alimenti che rientrano nel paniere delle denominazioni italiane a marchio tutelato, tra Dop e Igp, ben 17 sono prodotti siciliani che diventeranno 20 con la “Pesca di Leonforte”, il “Limone interdonato”e il “Pistacchio di Bronte”, che hanno avuto già il via libera dalla con la pubblicazione nella Gazzetta ufficiale europea”.

“Tra sei mesi – ha spiegato l’assessore – la Pesca di Leonforte potrà contare sul logotipo europeo stampato nell’etichetta, che, oltre ad essere l’espressione importante del forte legame tra territorio e prodotto, è lo strumento che consentirà l’accesso ai contributi del Psr Sicilia 2007-2013. Con la certificazione comunitaria, infatti, i singoli produttori potranno fare beneficiare degli aiuti previsti dalla misura 132 “Partecipazione degli agricoltori ai sistemi di qualità alimentare”, e le imprese di quelli previsti dalla misura 133 “Sostegno alle Associazioni di produttori per le attività di promozione e di informazione riguardanti i prodotti che rientrano nei sistemi di qualità alimentare”.

“Alimenti, certificati, tradizionali, tipici, biologici, sono il nostro grande paniere di qualità che può trasformarsi in economia reale. Un paniere che, se da un lato può vantare – ha commentato Cimino - ben 239 prodotti tradizionali iscritti all’albo regionale, dall’altro è penalizzato da una questione fondamentale irrisolta: il problema distributivo”.

“E’ vero che la richiesta della qualità degli alimenti ormai è coralmente diffusa – ha proseguito l’assessore - ma è altrettanto vero che difficilmente troviamo prodotti certificati Dop, Igp, Stg, As, Doc, Docg, Iso, Biologico, Uni sugli scaffali della grande distribuzione. L’agroalimentare potrà considerarsi un settore che produce economia reale solo se si stabiliscono due condizioni essenziali: se i consumatori ‘impongono’ al mercato una domanda sempre più forte di prodotti certificati, e se questi alimenti vengano immessi nel circuito dalla grande distribuzione organizzata a cui bisogna comunque garantire certe quantità. Ma per assicurare le quantità necessarie bisogna concentrare l’offerta e ‘ricostruire’ le filiere produttive”.