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Dopo le scosse degli ultimi giorni

La Sicilia trema, ma l'esperto spiega:
"In un anno oltre cento scosse"


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esperto, giorgio capasso, intervista, sicilia, sisma, terremoto, Cronaca
La Sicilia torna a tremare. O forse, in realtà, non ha mai smesso di farlo. Negli ultimi tempi si è sicuramente verificato un aumento dell'attività eruttiva dei vulcani dell' Isola,  ed in particolare dell'Etna. Dall'inizio del mese di novembre sono già ben 13 gli eventi sismici  registrati dal gruppo di lavoro Analisi dati sismici della Sicilia orientale. Si tratta di terremoti di intensità piuttosto blanda, di magnitudo locale compresa tra un minimo di 1 ed un massimo di 4.5 ( dato, quest'ultimo, relativo ad un evento sismico verificatosi la mattina del 7 novembre e che ha avuto come area epicentrale il comune di Valguarnera Caropepe interessando però il territorio dell'intera provincia di Enna). Due scosse, di magnitudo 3 e 4.2, sono, inoltre, state registrate nella Sicilia centrale tra le 7.50 e le 7.51 dell'8 novembre dai sismografi dell'Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia; tale terremoto ha interessato le zone al confine tra le provincie di Enna e Messina, con epicentro sui monti Nebrodi, ed è stato avvertito anche dalla popolazione di alcuni paesi del palermitano (Lascari e Cefalù). Secondo Giorgio Capasso, ricercatore della sezione di Palermo dell'Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia, non ci sono i presupposti per parlare di “situazione anomala, dato che si registrano centinaia di eventi sismici  all'anno”, anche se talvolta “situazioni di accumulo di stress a livello tettonico possono provocare il rilascio di una quantità di energia maggiore, pur rimanendo nell'ambito di un fondo stazionario e di normalità”. A proposito della ripresa dell'attività eruttiva dell' Etna, e di possibili correlazioni tra questa e gli eventi sismici registrati in questi giorni nella nostra regione, Capasso specifica la differenza tra due tipi di terremoto: “i vulcanici, che si verificano nelle zone di attività dei vulcani stessi ( quelli che si registrano nell'area etnea rientrano in questa categoria),e quelli di tipo tettonico determinati dai movimenti delle faglie”. A detta del ricercatore palermitano, tuttavia, non si può escludere che anche in aree vulcaniche si possano verificare eventi di tipo tettonico poiché “l'esistenza del vulcano rappresenta  di per sé un segno di debolezza strutturale della crosta terrestre” e pertanto il metodo più praticato “per prevedere l'eventuale occorrenza di un terremoto, rimane quello del calcolo statistico, pur tenendo conto delle specificità delle  zone di maggiore criticità”. E la Sicilia, senza dubbio, è una di queste aree.