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Ars, tutto rinviato a domani

Pd: via Armao e no al Dpef
Lombardo, sashimi amaro


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Tutto rinviato a domani all'Ars. La discussione su assestamento di bilancio, dpef e rendiconto slitta di ventiquattr'ore in un Parlamento in cui continua a regnare il caos circa l'effettiva consistenza della maggioranza che sostiene il governo Lombardo. L'esito della riunione odierna del gruppo del Partito democratico non sorride troppo al governatore, che aveva parlato ieri di "spaccare" destra e sinistra nel nome dell'autonomia. Nel corso dell'incontro, si legge nel documento diramato al termine del vertice con il neosegretario Giuseppe Lupo, "è stato ribadito che non è mai esistita alcuna ipotesi di scissione del gruppo parlamentare del Partito Democratico: le notizie di stampa circolate in questi giorni sono prive di fondamento".

Il Pd resta uno e uno soltanto, come stamattina aveva ribadito a livesicilia lo stesso Lupo nell'intervista i cui passaggi coincidono con quanto scritto nel documento partorito dai democratici nel pomeriggio: "Il gruppo Pd all'Ars rappresenta l'opposizione al governo Lombardo ed alla maggioranza che lo sostiene; il Pd è alternativo alla destra che governa male la Sicilia dal 2001 ad oggi. Il Pd siciliano, dopo la straordinaria partecipazione alle primarie del 25 ottobre, rafforza la sua ambizione di essere unito, determinante e protagonista nella vita politica siciliana".

Unità ritrovata, almeno formalmente, dunque. Con due decisioni immediate che danno subito la cifra della linea che il segretario intende adottare: voto contrario a Dpef, rendiconto e assestamento di Bilancio e presentazione di una mozione per la revoca delle deleghe dell'assessore regionale Gaetano Armao. La mozione sarà presentata nella seduta di Sala d'Ercole di martedì prossimo. E con un ulteriore elemento degno di nota: Antonello Cracolici è entrato capogruppo nella riunione di oggi e capogruppo è uscito, malgrado le voci delle ultime ore. Sarà il tempo a dire se di tregua si può parlare, ma le righe partorite dai democratici di oggi segnano un punto in favore dell'unità del partito.

Insomma, Lupo rispedisce la palla avvelenata nel campo di Lombardo. Che dovrà adesso fare di conto per capire con quali numeri l'Ars potrà far passare i provvedimenti all'ordine del giorno (quasi scontato domani un ulteriore rinvio in commissione per prendere tempo) e, la settimana prossima, salvare la poltrona dell'assessore Armao, che oggi ha continuato al sua personale battaglia ingaggiata con Repubblica Palermo a colpi di domande inevase.

I numeri, si diceva. I fedelissimi del governatore sui banchi dell'Ars sono 30: 15 dell'Mpa e 15 del Pdl Sicilia. Per arrivare ai 46 che servono per avere una maggioranza robusta ne mancano 16. Certo, il documento partorito oggi dal Pd non basterà a placare i rumours sui piani inciucisti tra parte dei democratici e il governatore. I boatos oggi sono proseguiti, speculando sulla cena a base di sashimi e tonno tra Lombardo e D'Alema ieri sera in un ristorante palermitano. Ma se il Pd serrerà le fila, come pare di capire, a Lombardo e Miccichè toccherà cercare altrove i numeri che servono. I "lealisti" del Pdl con Leontini oggi continuavano ad accusare Lombardo di "mendicare voti sottobanco" e bastano queste parole di Innocenzo Leontini come termometro dei rapporti tra i separati in casa del centrodestra. Quelli dell'Udc, intanto, aspettano sulla sponda del fiume: "Lombardo venga in Aula a dire che il suo governo non ha più maggioranza", reclama in serata Rudy Maira. E l'aritmetica, almeno quella, al momento è tutta dalla sua parte.