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Il "traffico" era gestito da due donne

Prostituzione nell'Agrigento bene
In manette tre persone


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agrigento, arresti, prostituzione, Cronaca
Un ponte tra la Sicilia e Napoli e la prostituzione ad Agrigento era garantita. A sedurre i clienti, alcuni dei quali anche della Agrigento bene, il classico annuncio sul quotidiano: “massaggiatrici ad Agrigento, max riservatezza”. E proprio a partire da quell’annuncio, gli uomini del comando provinciale dei carabinieri, agli ordini del capitano Giuseppe Asti, hanno sgominato una rete gestita da cinque persone, ma che si allargava in tre case da appuntamento e in un giro senza fine di giovani donne sudamericane. Il metodo per “procacciare” avvenenti ragazze dall’America latina era sempre lo stesso: le giovani arrivavano con visto turistico, restavano nella città dei templi non oltre quindici giorni e quindi ripartivano. Così facendo non solo era garantita la varietà per la clientela, ma, i presunti colpevoli, pensa vano di poter depistare le forze dell’ordine. I carabinieri di Agrigento, però, da un anno, setacciavano ogni angolo della città, complici anche alcune segnalazioni di cittadini, incuriositi e disturbati da strani via vai, in prossimità delle loro abitazioni. Al centro dell'organizzazione due donne, una di Modica, l'altra di Panama, con due ruoli precisi: mediatrici tra le giovani e i clienti. Per le prestazioni, l'ampio target di frequentatori del giro sudamericano, pagava dai 70 ai 100 euro. Le tre “centrali del sesso” agrigentine, sono state scoperte in altrettante zone, sotto i riflettori della gente comune: una in contrada Consolida, poco distante dall’ospedale San Giovanni di Dio, l’altra in contrada Fontanelle, a due passi dagli uffici della motorizzazione, la terza nel cuore della zona industriale della città.  Nel corso delle indagini i carabinieri si sono, però, res i conto che il traffico di donne non era circoscritto all’agrigentino, ma che si appoggiava su un collaudato canale napoletano, passando per Modica, nel ragusano. Da lì, con l’aiuto tanto dei colleghi napoletani, quanto di quelli di Ragusa, i carabinieri di Agrigento hanno sgominato la banda. “Pretty woman”, così è stata chiamata l’operazione, che ha portato all’emissione di tre ordinanze di custodia cautelare, ai danni di due uomini agrigentini e di una donna napoletana. Obbligo di dimora, invece, per un agrigentino e per una modicana. Gli indagati dovranno rispondere, a vario titolo, dell’accusa di sfruttamento della prostituzione. In evidente stato di choc, al momento dell’arresto, alcune delle giovani donne sudamericane.  Per loro potrebbe scattare immediato il rimpatrio.