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Diario scolastico 2

Se scuola e vita non si parlano


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di PROF PERPLESSO Quell'uomo in piedi era una delle figure simbolo della scuola palermitana. Insegnante di filosofia di un noto liceo cittadino. A una platea di colleghi, ma anche a docenti e ricercatori universitari che lamentavano come la scuola oggi faccia giungere nelle aule dell'ateneo studenti sempre meno preparati, sempre più ignoranti di nozioni filosofiche, storiche, letterarie e via discorrendo,  egli opponeva un'immagine semplice ed eloquente.

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, Cronaca
di PROF PERPLESSO Quell'uomo in piedi era una delle figure simbolo della scuola palermitana. Insegnante di filosofia di un noto liceo cittadino. A una platea di colleghi, ma anche a docenti e ricercatori universitari che lamentavano come la scuola oggi faccia giungere nelle aule dell'ateneo studenti sempre meno preparati, sempre più ignoranti di nozioni filosofiche, storiche, letterarie e via discorrendo,  egli opponeva un'immagine semplice ed eloquente. "A me sembra – spiegava placidamente – che a scuola non facciamo altro che trasmettere ai nostri alunni una cultura senza vita.  Questi ragazzi del resto quando escono dalle classi si trovano di fronte a una vita senza cultura".
Come dire: scuola e società in qualche momento, in qualche tratto del loro percorso comune hanno preso sorprendentemente binari diversi. Anzi proprio opposti. Gli stimoli e i messaggi a cui sono sottoposti i giovanissimi non viaggiano in direzione contraria rispetto a quelli veicolati dalla scuola? Famiglie, coetanei, il quartiere, il web e la televisione sono la realtà che entra con prepotenza nelle teste di bambini e adolescenti. La scuola, i suoi burocratici rituali imbalsamati, i programmi ministeriali dal sapore ottocentesco, significano ancora qualcosa per gli alunni oltre il sospirato pezzo di carta dal valore legale? A Palermo e nell'Isola, peraltro, queste vicende possono assumere un timbro ancora più pericoloso, se i modelli vivono d'illegalità.