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Il dottor Sottile

Lombardo e i debiti da onorare


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, Il dottor Sottile, Politica
L'Italia ci guarda con disgusto. In una Sicilia martoriata dalla disoccupazione e dalla disperazione, c'e' una classe politica che ormai sa solo amministrare insulti e rancori, ritorsioni e risentimenti. C'e' un governo allo sbando, senza un programma e senza una maggioranza, e c'e' un presidente della Regione che anziche' cercare, tra alleati e oppositori, un punto di incontro, fa di tutto per spaccare partiti e correnti, gruppi di centrodestra e gruppi di centrosinistra. Un Governatore veramente atipico, Raffaele Lombardo. Di notte avvelena i pozzi e di giorno piagnucola perche' non trova piu' un sorso d'acqua. Di notte massacra a sprangate chi non la pensa come lui e di giorno strilla, sui giornali e contro i giornali, perche' i massacrati non approvano in aula le leggi che dovrebbero renderlo ancora piu' arrogante e prepotente. Di giorno proclama la sacralita' dell'autonomia regionale e di notte imbocca il portone di palazzo Grazioli per invocare dal presidente del Consiglio benedizioni, salvacondotti, coperture e benevolenze. Di notte, col pretesto del rigore, affama intere categorie di lavoratori e di notte sgancia piu' di quattro milioni di euro per compiacere Medusa, la societa' di Berlusconi impegnata nella produzione di Baaria, bellissimo e costosissimo film di Giuseppe Tornatore. Di giorno sostiene che bisogna tagliare le societa' a partecipazione regionale e di notte moltiplica non solo le partecipazioni ma anche i consiglieri di amministrazione. Un andamento politico quantomeno schizofrenico, non c'e' che dire. Che pero' gli ha consentito non solo di galleggiare, ma di rastrellare tutto il sottogoverno disponibile, fino all'ultima consulenza. Obiettivo piu' che legittimo per il leader di una piccola formazione politica, l'Mpa. Ma l'interesse della Sicilia? La forza di Lombardo, lo sanno pure le pietre, stava nel pendolarismo del Pd che ufficialmente dichiarava di essere forza di opposizione mentre si trasformava, sottobanco, in una stampella pronta a sostenere qualsiasi scorribanda del governo: la prova provata si e' avuta con la nomina, alla presidenza della commissione Sanita', di Giuseppe Laccoto. Prima quella commissione era un organo parlamentare tra i cui compiti c'era quello di controllare atti e decreti dell'assessore. Oggi, sotto la guida di Laccoto, i deputati possono si' e no limitarsi a ratificare le decisioni, anche quelle piu' avventate, prese dal moralista pret a' porter Massimo Russo. Attenti pero'. Il giocattolo comincia ad incepparsi. Fino a sabato scorso la carta vincente di Lombardo si chiamava ancora Giuseppe Lumia. Ma il senatore - che, con la nomina di due assessori a lui vicini, Russo e Venturi, aveva pure incassato un congruo anticipo - domenica non e' stato in grado di portare in dote, all'orco di palazzo d'Orleans, cio' che aveva temerariamente promesso: cioe' l'intero Pd. Perche' il popolo del Partito Democratico, quello che un tempo si era lasciato anche incantare dalla sua aureola di professionista antimafia, ha scoperto il doppio gioco e gli ha preferito Giuseppe Lupo; che e' un leader pulito, moderato e soprattutto contrario a ogni forma di inciucio o di consorteria. Lombardo, com'e' ovvio, non si rassegna e, ora che gli frana il terreno sotto i piedi, pretende comunque il saldo delle sue spettanze. Lumia, con l'acqua alla gola, non ha altra strada se non la rateizzazione: se ti offro, come pronto accomodo, un gruzzoletto di deputati inciucisti, tu mi dai il tempo di costituire un Pd Sicilia sulle orme del gruppo scissionista creato da Gianfranco Micciche'?
Per carita', una dilazione nel pagamento non si nega a nessuno. Ma il tempo stringe. E Lumia prova, con affanno, ad aggrapparsi alle pareti del burrone nel quale e' precipitato: oggi verifica l'accordo con Cracolici e domani il patto con Speziale; oggi parla con Oddo e domani con De Benedictis; oggi sputacchia su Cuffaro e domani su D'Antoni. L'interessante e' tenersi in movimento e dare ai creditori la sensazione che prima o poi paghera'. Chi puo' dargli torto? I debiti - i debiti politici, s'intende - vanno onorati.
Uno strano antimafioso pero', questo Lumia. Mostra ogni giorno le sacre stimmate della lotta alle cosche e intanto stringe un'alleanza con Micciche', lo stesso Micciche' che serenamente confessa al Corriere della Sera: "Dietro le mie scelte c'e' stato, c'e' e ci sara' sempre Dell'Utri", quel mostro di Dell'Utri. Parla ogni ora di moralita' e al tempo stesso offre copertura a un governo che difende, oltre ogni decenza, l'assessore Gaetano Armao, crocevia di tutti i conflitti di interesse: dal rigassificatore ai termovalorizzatori, dai lavori pubblici alla sanita'. Parla ogni minuto di legalita' e contemporaneamente puntella un presidente della Regione che, per sfuggire al confronto trasparente con l'Assemblea regionale, cerca di entrare il meno possibile a Sala d'Ercole. Sostiene, sull'orma del peggiore Leoluca Orlando, che l'antimafia deve anche tenere conto del sospetto, e poi tenta con ogni mezzo di affratellarsi a quel Lombardo sul quale pende, piaccia o no, un avviso di garanzia per mafia. "Cose ridicole", ha sostenuto l'indagato; e non c'e' motivo per non credergli: l'accusa del pentito, che fu uomo del boss Nitto Santapaola, mostra aspetti addirittura carnascialeschi. Ma in altri casi e per altri personaggi, Lumia ha fatto il diavolo in quattro. Come e' possibile che l'incontenibile attrazione per palazzo d'Orleans lo abbia reso di colpo sordo, cieco e muto?
Deve essere proprio un mago, questo presidente della Regione. Dopo avere ridotto al ruolo di lustrascarpe i feudatari vecchi e nuovi dell'impero berlusconiano, e dopo avere ridotto in polvere i partiti di maggioranza e d'opposizione, il Governatore venuto da Catania ha compiuto anche la straordinaria impresa di trasformare in cenere e fango la vecchia antimafia. Chapeau.

(Italpress)