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La procura di Roma chiede l'archiviazione

Si chiude il caso Marcelletti
Ora il corpo può essere cremato


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marcelletti, roma, suicidio, Cronaca
Un atto adottato con consapevolezza e autonomia. Così la procura di Roma chiude definitivamente, a oltre un anno dalla morte, il caso del suicidio del cardiochirurgo infantile Carlo Marcelletti. Qualche giorno fa la moglie aveva accusato i magistrati di Palermo di averlo indotto al suicidio descrivendolo come un mostro.

La procura capitolina ha dunque chiesto l'archiviazione per la morte di Carlo Marcelletti avvenuta a Roma il 6 maggio scorso nell'ospedale San Carlo di Nancy dopo aver assunto una dose letale di "digitale" un farmaco per la terapia delle aritmie cardiache. Il pm Elisabetta Ceniccola, che aveva aperto un fascicolo contro ignoti con l'ipotesi di reato di istigazione al suicidio, ha chiesto al gip di archiviare le indagini dopo aver preso atto delle ultime consulenze tossicologiche e nel contempo ha autorizzato la cremazione della salma del cardiochirurgo, così come chiesto dalla vedova Roberta Baldini.

La salma del professor Marcelletti era rimasta comunque in questi mesi a disposizione della famiglia, ma la procedura di cremazione non era stata autorizzata dalla procura che attendeva, come da prassi, gli esiti delle consulenze disposte in sede di esame autoptico. Il cardiochirurgo ingerì decine di pasticche di digitale che provocarono una crisi di fibrillazione ventricolare e un arresto cardiocircolatorio.