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Il caso

Crolla l'abitazione del vicino
ma fuori di casa ci resta lui


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Crolla il palazzo del vicino per le piogge e non può più mettere piede nella sua casa. E’ successo a Palermo proprio in una strada adiacente il tribunale durante la settimana degli allagamenti e degli scrosci torrenziali. Gaetano Lo Monaco dall’8 ottobre vive insieme alla moglie dalla suocera perchè l’ingresso e il primo piano della sua abitazione sono completamente sommersi dalle macerie. Ad oggi nessuna pietra è stata rimossa e via Quattro coronati  si sta trasformando in una discarica a cielo aperto, sotto la sorveglianza dei vigili che non consentono di accedere alla viuzza, ma non possono impedire il deposito notturno dei rifiuti. “Abbiamo chiesto l’intervento della Protezione civile, del comune e dei vigili del fuoco, ma ciascuno rimbalza la responsabilità della rimozione ad altri”. Lo Monaco, falegname e nipote del celebre puparo Peppino Celano allarga le braccia sconsolato. La moglie, incinta, è viva per miracolo. Accortasi delle crepe sulla facciata stava chiamando i vigili urbani quando la porta dell’ingresso si è spalancata catapultando dentro l’abitazione i massi e la nuvola di polvere seguiti al crollo. Sono dovuti intervenire i pompieri per liberare la donna e metterla in salvo.
Le pietre e le assi di legno si sono abbattute anche sull’abitazione di una donna nigeriana che non è più potuta rientrare a casa ed è ora ospite di alcuni amici. Il palazzo laterale appena ristrutturato ha perso una parete e il cartello vendesi che troneggia sul balcone più che un invito all’acquisto sembra una beffa. “Alcuni periti sono venuti a verificare la situazione, ma l’indagine sulle responsabilità del crollo non procede e intanto le pietre e la spazzatura sommergono la mia casa, finita di ristrutturare proprio lo scorso settembre”. Lo Monaco  nella sua bottega dipinge e crea scene per il teatro, ma i suoi guadagni non gli consentono un altro affitto e così è dovuto riparare nelle due stanze della suocera. Dal comune tutto tace. E siamo intanto a 35 giorni dal crollo.

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