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Regione, vertice tra Pdl e Mpa

Verso la grande "appaciata"
Resta l'incognita dell'Udc


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Prove tecniche di "appaciata" nella maggioranza. La strada, stretta ma obbligata, che porta a una ricomposizione nel centrodestra è stata intrapresa e faticosamente in queste ore si lavora a rammendare gli strappi di questi mesi. Rimangono le incognite, come quella di domani pomeriggio, quando all'Ars si discuterà di rifiuti e caso Armao, un campo minato dagli esiti imprevedibili.

Lombardo e Cuffaro alla vigilia delle elezioni regionali

Lombardo e Cuffaro alla vigilia delle elezioni regionali



Intanto, ieri sera c'è stato il faccia a faccia tra i lealisti del Pdl e una delegazione dell'Mpa. Non si è fumato il calumet della pace, ma ci si è parlati e sembra che la volontà di ricomporre ci sia e da entrambe le parti. La delegazione del Pdl era formata dal co-coordinatore regionale Giuseppe Castiglione, dal vicepresidente dell'Ars Santi Formica e da Innocenzo Leontini e Salvo Pogliese, rispettivamente capogruppo e vice del Pdl all'Assemblea regionale. Di quella dell'Mpa guidata dal senatore Enzo Oliva facevano parte il capogruppo del movimento alla Camera, Carmelo Lo Monte e il senatore Giovanni Pistorio, presidente del Gruppo misto al Senato. "Riferirò alla deputazione - ha spiegato oggi Oliva - i risultati dell'incontro di ieri a Catania con una delegazione di 'lealisti' del Pdl guidata dal senatore Domenico Nania, con il quale ci siamo ritrovati su un punto essenziale: un rafforzamento del dialogo potrà servire innanzitutto a superare posizioni pregiudiziali e personalistiche".

Insomma, basta scazzottate per scontri personali, è ora di rifare il governo. Dell'incontro di ieri discuteranno stasera i venticinque parlamentari, regionali e nazionali dell'Mpa. Dalle parti degli autonomisti si respira un moderato ottimismo per una soluzione in tempi ragionevoli della crisi. Soluzione che dovrebbe portare a un ritorno alla maggioranza votata dagli elettori l'anno scorso e alla formazione di un nuovo governo, con un rimescolamento di carte, anche interno al Pdl.

Aria da mano tesa anche nelle dichiarazioni rese oggi ai giornalisti dai due leader dell'ala "lealista", Renato Schifani e Angelino Alfano." Auspico che i partiti della coalizione, premiata dai siciliani, ritrovino di concerto con il presidente della regione le ragioni dell'alleanza, dico tutti i partiti", ha detto il presidente del Senato. Mentre il Guardasigilli ha invitato "ciascuno a fare la propria parte, ma la parte più importante deve farla il presidente della Regione".

Ritorno alla maggioranza elettorale significa anche rientro in giunta dell'Udc. Un'ipotesi che non trova entusiasta la segreteria del partito, che con Lombardo ha troppi conti aperti, ma che invece, almeno così si dice, alletterebbe il gruppo parlamentare. I 12 deputati dello scudocrociato certo non vedono di buon occhio il ritorno alle urne e l'abbandono della poltrona. A sentire Totò Cuffaro, di ritorni al vecchio non se ne parla: "L'unica cosa certa è che noi non entreremo più in giunta perchè non vogliamo mai più avere a che fare con Lombardo", ha detto l'ex governatore a "La Discussione". Ma se il Pdl si compatterà e tornerà tutto intero a sostenere la giunta, i voti dell'Udc non saranno più indispensabili e i centristi, rimanendo sull'Aventino avrebbero solo da perdere. Far la pace con gli ex alleati, invece, sarebbe un segnale importante anche in chiave nazionale nel complicato rapporto tra Berlusconi e Casini in vista delle regionali della prossima primavera.