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L'arresto di Domenico Raccuglia

Dentro il covo del 'veterinario'


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Niente cicoria, niente bibbie e neanche borse "Old bridge" per Domenico Raccuglia. Una decina di pacchetti di sigarette, castagne ancora da cuocere, arachidi e mezzo filone di pane. Questi gli oggetti trovati dalla polizia nel covo in cui è stato catturato il "veterinario". Nella stanza-mansarda dell'immobile di via Cabasino, a Calatafimi, solo un televisore di 30 pollici e una serie di videocassette di cartoni animati. Quella era, infatti, la stanza abitata dal figlio 12enne della coppia che ha dato ospitalità al latitante che - almento in quel nascondiglio - pare tenesse uno stile di vita austero. L'unico segno di lusso, un paio di jeans marca "Valentino".

Nella casa trovati anche un tapis roulant e un elettrostimolatore muscolare, una tuta, calzettoni e una borsa da ginnastica. Oggetti che il latitante utilizzava per tenersi in forma visto che non usciva mai da casa. Non si è neanche mai visto affacciarsi al terrazzo attiguo alla sua stanza che dà su un piccolo giardino dove Raccuglia, ormai braccato, ha fatto cadere il suo vero archivio. La borsa che, lanciata, è finita sui piedi degli agenti che circondavano la zona.ù

Nello zaino un block notes per appuntare nomi e cifre della riscossione del pizzo. Una trentina di pizzini, 130 mila euro in contanti, una mitraglietta e due pistole - una calibro 357 e un'arma svizzera - Nella sacca anche decine di guanti da chirurgo e numerosi proiettili.