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La trattativa

Il balletto delle date
fra Martelli e la Ferraro


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Quando, nel 1992, il capo degli Affari Penali del ministero della Giustizia, Liliana Ferraro ha incontrato l'ex capitano del Ros Giuseppe De Donno dopo la strage di Capaci in cui morì il giudice Giovanni Falcone? E' su questo specifico particolare che i pm di Caltanissetta e Palermo, che indagano sulla strage di via D'Amelio e sulla trattativa tra Stato e mafia, hanno voluto riascoltare oggi, dopo averli interrogati alcune settimane fa, la stessa Ferraro e il Guardasigilli dell' epoca, Claudio Martelli, che con le sue dichiarazioni in una trasmissione televisiva ha dato un nuovo input alle indagini sul "dialogo" tra i boss e le istituzioni. Martelli ha detto di avere saputo da Liliana Ferraro dell'intenzione dell'ex sindaco di Palermo Vito Ciancimino, uomo legato ai boss Totò Riina e Bernardo Provenzano, di avviare una collaborazione con lo Stato in cambio di "protezione politica". A riferire alla Ferraro la decisione di Ciancimino era stato il capitano del Ros Giuseppe De Donno. Sempre secondo Martelli, il direttore degli Affari penali del ministero rispose all'ufficiale invitandolo a parlare della cosa con Paolo Borsellino. Fu, poi, la stessa Ferraro, che aveva rapporti di amicizia col giudice, ad avvertirlo della volontà dell'ex sindaco, personaggio chiave nella trattativa tra la mafia e lo Stato. Per i magistrati siciliani il punto ha una importanza di grande rilievo: il giudice Paolo Borsellino aveva avuto sentore della trattativa prima di incontrare Liliana Ferraro? I titolari delle inchieste sulla strage che costò la vita a Borsellino e la sua scorta e sulla trattativa stato mafia hanno voluto chiarire se l'incontro tra Ferraro e De Donno fosse avvenuto il 23 giugno 1992 (ad un mese dalla morte di Falcone) come ricorda Martelli o " nella settimana del trigesimo", come pare abbia detto l' ex capo degli affari penali. Borsellino incontrò il colonnello dei carabinieri Mario Mori nella stessa settimana del trigesimo, il 25, mentre vide la Ferraro, che gli riferì di una trattativa tra i Ros e la mafia solo la domenica successiva, il 28 giugno. Lasciando gli uffici della Dia di Roma i magistrati si sono limitati a dire che il faccia a faccia tra Ferrari e Martelli ha consentito "ulteriori e significativi approfondimenti". Ci sarebbe stato un ricordo più chiaro perché "non è facile ricordare dopo 17 anni" ha detto il procuratore di Caltanissetta Sergio Lari. Durante l'incontro sarebbero, quindi, emersi nuovi dettagli ma i magistrati di Palermo Roberto Scarpinato e Antonio Ingroia e i pm di Caltanissetta Sergio Lari, Niccolò Marino e Domenico Gozzo hanno evitato ogni commento. Martelli, al termine del confronto, ha parlato di "dichiarazioni apprezzate dai magistrati". Gli interrogatori, negli uffici della Dia di Roma, sono durati cinque ore, anche perché è stato ascoltato anche l' ex ministro della Difesa Virginio Rognoni. Martelli, in una intervista a un quotidiano il mese scorso, ha detto di ritenere probabile che Rognoni (da cui dipendevano i carabinieri) sapesse dell' avvio della trattativa. Ma l' ex ministro, che aveva subito replicato "nessuno me ne ha mai parlato", oggi ha ribadito di non averne mai saputo nulla. (Ansa)