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Intervista al presidente dell'Amat

"Abbiamo dato fastidio,
ora polizia interna"


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“Abbiamo dato fastidio”. Ne è certo Mario Bellavista, presidente dell'Amat, dopo che stanotte sono stati compiuti due atti intimidatori nei confronti del personale e del parcheggio del Car sharing della stazione Notarbartolo, a Palermo. Secondo il presidente dell'ex municipalizzata per i trasporti, la chiave sta nel nuovo corso dell'azienda che punta alla massima razionalizzazione per uscire fuori dal decifit di bilancio. “Tagli, risparmi, rigore, pulizia” che hanno disturbato alcuni lavoratori dell'Amat. Quello accaduto ieri notte, infatti, è solo l'ultimo segnale. Ancora una volta l'azienda aveva annunciato una novità, il rinnovo della rete, al quale è seguito l'atto intimidatorio.

“Siamo partito con 12 milioni in meno di budget, fra tagli e aumenti del contratto nazionale, ma abbiamo già recuperato 3 milioni”. L'ultimo intervento in tal senso è stato il taglio delle riparazioni, prima affidate a ditte esterne, ora servizio 'interno' all'Amat. Una decisione che non è piaciuta ad alcuni dipendenti.

Quella precedente riguardava l'utilizzo dei vigilantes nei bus per far pagare a tutti il biglietto. “Dopo una nota di protesta scritta da parte dei sindacati, il giorno stesso è stato fatto esplodere un estintore in un mezzo generando panico e confusione” spiega Bellavista che è certo che quest'ultima intimidazione, oltre all'azienda, fosse rivolta ai lavoratori. “Forse lavorano troppo bene, non sono sindacalizzati e sposano la nuova linea dell'amministrazione”, abbastanza per poter diventare bersaglio di chi, in questo cambio di rotte, probabilmente c'ha perso qualcosa.

“Io ho inviato messaggi di solidarietà ai quattro lavoratori. La causa scatenante può anche essere rappresentata dalla loro capacità di lavorare bene – puntualizza Bellavista – e di seguire le indicazioni di questa amministrazione che, magari, non vanno bene ad altri”. Insomma una sorta di “è finita la festa” per alcuni lavoratori Amat.

Preso di mira il car-sharing, anche lì, forse, si è dato fastidio a qualcuno. “Il servizio funziona al punto che abbiamo ricevuto molte più richieste di quante ne erano attese e stiamo provvedendo ad acquistare altri nuovi mezzi”. Cresce dunque il numero degli utilizzatori del servizio, “percentuali fra le più alte in Italia” dice Bellavista. L'ultima novità, annunciata ieri, è il rinnovo della rete dei bus. “Integrazioni, accorpamenti, razionalizzazione che porterà al passaggio degli autobus ogni 13 minuti, dai 27 attuali”.

Appare chiaro che la protesta nasce dall'interno e allora Bellavista ha già pronta una squadra di ispettori, “una piccola polizia interna” che vigili sull'efficienza e, ora, anche su chi vuole destabilizzare l'azienda.