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Le motivazioni della sentenza della Cassazione

"L'agenda rossa non esiste"


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Gli unici accertamenti compiuti in epoca prossima ai fatti portavano ad escludere addirittura che la borsa presa in consegna da Arcangioli contenesse un’agenda”. Con queste motivazioni la corte di Cassazione conferma il proscioglimento del colonnello Giovanni Arcangioli dall’accusa di aver rubato e occultato il documento. L'ufficiale era stato fotografato nel luogo della strage poco dopo l'esplosione con la borsa in mano.

Uno scatto saltato fuori solo di recente e che pareva aver aperto una breccia nel mistero della sparizione dell'agenda dove il magistrato ucciso dalla mafia scriveva le sue riflessioni. Appunti diventati, forse, troppo scottanti dopo la morte di Giovanni Falcone. Dopo la sentenza la famiglia del magistrato ucciso ha esternato la propria delusione. “Possiamo solo ribadire che quel giorno Paolo Borsellino si è recato in via D’Amelio portando l’agenda con sé”.

La sentenza della Cassazione fa calare il silenzio sulla sparizione di un tassello che secondo molti magistrati poteva far luce sull’uccisione di Paolo Borsellino, come confermano le parole del procuratore aggiunto di Palermo, Antonino Ingroia, che ha affermato come nell’agenda in questione “c’è la chiave della strage di via D’Amelio. E’ improbabile che sia andata distrutta, più logico pensare che sia in mano a qualcuno che la possa usare come arma di ricatto”.