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Alla sbarra la sorellastra Jessica e l'ex fidanzato tunisino

Il caso Denise arriva in tribunale
La madre: "Voglio guardarli negli occhi"


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A cinque anni dal sequestro della piccola Denise Pipitone, la vicenda arriva in un'aula giudiziaria. Domani di fronte al gup di Marsala, Sergio Gulotta, ci saranno Jessica Pulizzi, 22 anni, sorellastra di Denise che, al tempo della scomparsa era ancora minorenne e Gaspare Ghaleb, un ragazzo tunisino, ex fidanzato di Jessica accusato di falsa testimonianza ai pm. Jessica Pulizzi, invece, dovrà rispondere dell'accusa di sequestro di persona.

Piera Maggio, madre di Denise, che si costituirà parte civile al processo, non ha dubbi, sono loro i responsabili della scomparsa di Denise. "Ho pensato subito a Jessica - ha detto la madre della piccola scomparsa - perché, ci sono stati dei precedenti. Prima del rapimento di Denise, mi aveva squarciato le ruote della macchina, poi abbiamo avuto un incendio al negozio e non si sa ancora chi è stato. E ci sono anche degli attacchi verbali per strada". La madre di Denise spera che i due indiziati siano giudicati per il reato di sequestro di minore, le cui pene sono state aggravate lo scorso luglio dal "pacchetto sicurezza" e che prevedono condanne fino all'ergastolo in caso di morte del rapito.

I genitori di Denise, Piera Maggio e Tony Pipitone, tramite il loro avvocato Giacomo Frazzitta chiederanno un maxi risarcimento per la scomparsa della bimba. Al processo ci sarà anche il padre naturale di Denise, Piero Pulizzi che si costituirà contro Jessica, la figlia indagata. Una decisione non facile ma "che devo a Denise - ha detto il padre - , per arrivare finalmente alla verità. Non sto accusando nessuno ma se ci sono dei colpevoli devono pagare”.

Agli atti dell'inchiesta, condotta dalla procura di Marsala, figurano diverse intercettazioni telefoniche e ambientali. Una in particolare, effettuata dagli uffici del commissariato di Mazara del Vallo una decina di giorni dopo il rapimento, in cui si sente Jessica dire alla madre Anna Corona: "A casa cià purtai (l'ho portata a casa, ndr)".  C'è anche un'altra intercettazione, mandata in onda la scorsa settimana dalla trasmissione televisiva “Chi l'ha visto?”, in cui si sente la voce di una bambina e una donna che le dice: "Stai zitta". Per il legale dei genitori di Denise, andrebbe valutata con cautela. L'avvocato invece vorrebbe che l'indagine approfondisse maggiormente le intercettazioni che confermerebbero alcuni spostamenti degli indagati da Mazara del Vallo a Palermo i giorni seguenti al rapimento.

Piera Maggio che ha continuato a combattere per avere la verità su sua figlia, domani sarà in tribunale per l'udienza. "Voglio guardare quei vigliacchi negli occhi - ha detto - che paghino, un danno immenso è già stato fatto. Non riavrò mai la Denise di cinque anni fa: sarà una bambina a cui è stato tolto l'amore che riceveva da noi e che ci dava, e questo nessuno potrà mai ridarcelo, mi auguro che si riesca a far parlare queste persone”. La donna ha poi concluso: "Chi vuole dimostrare la propria innocenza si mette a disposizione, invece loro due si sono sempre avvalsi della facoltà di non rispondere, che si presentino - conclude - che non facciano i vigliacchi, perché sono cinque anni che voglio guardarli negli occhi”.