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E nell'Isola le procure sono a rischio paralisi

Processo breve: a Palermo
"muore" un procedimento su tre


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Sono significativi i primi risultati dell'indagine dell'Associazione nazionale magistrati sugli effetti dell'annunciato disegno di legge sul cosiddetto 'processo breve' . Al tribunale di Palermo andranno prescritti fra il 20 e il 30 per cento dei procedimenti pendenti. A fare compagnia al capoluogo siciliano i tribunali di Firenze e Napoli mentre peggiore è la situazione di Roma, Bologna e Torino, dove "moriranno" la metà dei processi pendenti.

Una dato che aggrava una situazione già critica in Sicilia, dove si contano numerosi posti vacanti nelle procure. "Procure in Sicilia: cronaca di una morte annunciata" è, infatti, il titolo di un incontro promosso dall'Anm di Catania che si terrà venerdì prossimo, alle 16, nel palazzo di giustizia di Enna, dove la procura non ha più alcun magistrato in servizio, oltre al procuratore capo. All'iniziativa hanno aderito anche le giunte dell'Anm di Caltanissetta, Messina e Palermo che incontreranno i procuratori della Repubblica della Sicilia sulla "situazione di rischio paralisi degli uffici requirenti dell'isola".

"Il divieto di assegnare i magistrati di prima nomina alle funzioni di sostituto procuratore ed il divieto al passaggio di funzioni tra magistratura giudicante e magistratura requirente all'interno della stessa Regione - si legge in una nota congiunta delle giunte dell'Anm di Caltanissetta, Catania, Messina e Palermo - stanno progressivamente svuotando gli organici degli uffici di Procura rendendo estremamente difficile il mantenimento di adeguati standard di legalità e sicurezza per la collettivita. Da Enna, dove la Procura non ha più alcun magistrato in servizio - conclude la nota - l'Anm, i Procuratori ed i magistrati siciliani incontrano la stampa e la società civile".

Intanto nelle polemiche innestate contro il procuratore aggiunto di Palermo, Antonio Ingroia, si fa sentire Magistratura democratica che "esprime solidarietà ai colleghi Antonio Ingroia e Armando Spataro, oggetto di violenti e strumentali attacchi da parte di certi organi di stampa in un momento assai delicato per la magistratura italiana, impegnata su più fronti a garantire la legalità nel Paese" come si legge in una nota. "Destano particolare preoccupazione - aggiunge il comunicato - i toni aspri di talune invettive ad personam che finiscono per manipolare i contenuti di un fisiologico esercizio del diritto di manifestazione del pensiero su progetti di legge relativi al settore giustizia".